Ancelotti nervoso con la FIFA: “Questa è mancanza di rispetto”. Brutto esordio del Brasile ai Mondiali

Carlo Ancelotti conserva un tono e un atteggiamento professionale ma è un vulcano in ebollizione dopo il pareggio del Brasile col Marocco (1-1) al debutto ai Mondiali. Un risultato sofferto, salvato da una perla di Vinicius e da un paio di prodezze di Alisson che ha evitato addirittura la sconfitta. Il ct italiano della Seleçao si presenta in tv irritato, tanto da rispondere in maniera telegrafica alle domande del giornalista che lo ferma a caldo, in mezzo al campo. Non esplode solo perché ha abbastanza esperienza sulle spalle da non far saltare il tappo del self control ma successivamente, in conferenza stampa, complice delusione per la prestazione e la frustrazione per una gara che aveva preparato in un modo e di cui non è mai riuscito ad annodare i fili, si mostra visibilmente irritato "Non parlerò con tutti", ha fatto sapere al suo ufficio stampa. E, visibilmente infastidito dalla organizzazione logistica del post-partita, dopo essersi sottoposto alla conferenza di rito ha detto a muso duro a un rappresentante della FIFA: "Questa è una mancanza di rispetto".
Ancelotti stronca la domanda su Endrick: "Non parlo di un solo giocatore"
"Non sono qui per parlare di un solo giocatore". Semplice, diretto, telegrafico. Ancelotti taglia corto e si fa scudo di questa frase per mettere un freno alla pressione dei media brasiliani che gli Chiedono di Endrick e perché non lo abbia fatto entrare. Non intende dare spiegazioni ulteriori, non accetta il dibattito sul singolo ma resta focalizzato sulla prova d'insieme dei Verde-oro, tutt'altro che brillanti. E quale fosse il suo umore lo si era intuito poco prima quando, avvicinato dal reporter per le prime dichiarazioni al fischio finale, non ha lasciato molto spazio all'interlocutore liquidandolo con un paio di espressioni quasi monosillabiche. "Quali aggiustamenti tattici apporterete nelle prossime partite?", è la domanda del giornalista. Ancelotti usa due parole: "Dobbiamo migliorare", capitolo chiuso. Per lui andrebbe già bene così ma gli arriva un secondo quesito: "Può indicarci un aspetto specifico da migliorare?". E qui stronca il discorso: "No".
Il ct italiano sotto pressione e irritato: "Questa è una mancanza di rispetto"
Carlo Ancelotti si è presentato al colloquio coi giornalisti seccato: aveva la faccia di chi farebbe volentieri a meno di parlare ma deve farlo. E a rendergli tutto più insopportabile sono la situazione, il contesto, la sistemazione nella quale – già un po' scosso per come sono andate le cose in campo – si ritrova a rispondere a stampa e tv che gli chiedono conto di una partita molto al di sotto delle aspettative e che, a conti fatti, il Brasile, messo alla frusta dal Marocco, avrebbe potuto perdere.
Perché l'allenatore italiano era così stizzito? Prima ancora di arrivare nella sala della conferenza, è passato attraverso la mixed zone gestita in maniera caotica: non pensava di dover fermarsi lì, perché di solito in quel corridoio sono i giocatori a concedersi. Allora ha subito messo in chiaro: "Non parlerò con tutti, no". In quel momento è apparso subito indispettito: non ha avuto scontri dialettici ma quel trambusto ha amplificato il disappunto che aveva dentro di sé perché conscio della prestazione del Brasile. Gli stessi giornalisti non si aspettavano che Ancelotti sarebbe passato da quel punto, lui è rimasto in piedi ad aspettare il suo turno.
Altro fattore di risentimento: l'ambientazione della sala stampa. Era stata allestita sotto un tendone, l'acustica era mediocre sia per la diffusione sia perché disturbata dai generatori esterni. Ancelotti si è spazientito perché non riusciva a sentire bene le domande, ha chiesto aiuto allo collaboratore dello staff del Brasile e, a un certo punto, ha alzato il sopracciglio e sbuffato esprimendo apertamente il suo fastidio direttamente ai rappresentanti della federazione presenti.
"Non è un cattivo risultato", è la riflessione fatta a margine di una conferenza che non vedeva l'ora finisse. E ancora: la Coppa del Mondo non si vince nella prima partita; sì, potrebbe apportare qualche modifica alla squadra titolare; ha ammesso che il primo tempo è stato molto brutto e che bisogna migliorare; infine Ancelotti ha elogiato Mazraoui del Marocco definendolo un calciatore "completamente diverso da quello che ci aspettavamo avendolo visto nel Manchester United. È una bestia. Così bravo in fase offensiva, così difficile da battere nell'uno contro uno. Devo ammettere che abbiamo commesso un errore nel modo in cui ci siamo preparati per lui. Ha mostrato un livello che non avevamo previsto appieno".