L’Italia ripescata ai Mondiali diventa un caso internazionale: interviene l’ambasciata dell’Iran

Le parole pronunciate da Paolo Zampolli al ‘Financial Times' per caldeggiare il ripescaggio dell'Italia ai prossimi Mondiali di calcio al posto dell'Iran, svelando di "averlo suggerito a Trump e al presidente della FIFA Gianni Infantino", non sono nient'altro che propaganda politica da contestualizzare nel quadro dei rapporti recentemente raffreddatisi tra Italia e Stati Uniti dopo il durissimo attacco di Trump a Giorgia Meloni, rapporti che evidentemente Zampolli pensa di ‘riscaldare' sfruttando il gancio di grande appeal popolare del calcio.
È chiaro che Zampolli – inviato speciale del presidente americano per le partnership globali, ruolo in cui fa diplomazia informale per conto dell'amministrazione USA – non ha grande contezza della materia di cui parla, visto che pur con tutte le pressioni di questo mondo è quasi impossibile che la FIFA disconosca smaccatamente il principio di lasciare invariato il numero di squadre riservate a ogni continente (e che vedrebbe ripescati gli Emirati Arabi in caso di ritiro o esclusione dell'Iran) facendo un regalo colossale all'Italia. Non vanno certamente in questa direzione le parole di Infantino, che insiste sulla presenza dell'Iran, né la FIGC ha avuto alcun contatto o sentore in tal senso.

L'ambasciata dell'Iran a Roma replica alle parole dell'inviato di Trump sul ripescaggio dell'Italia ai Mondiali
L'inviato di Trump fa politica e allora è inevitabile che la vicenda, che sul piano sportivo appare sepolta definitivamente dopo la figuraccia della nazionale di Gattuso nella finale del playoff contro la Bosnia, si sposti su quel piano, diventando un vero e proprio caso internazionale. L'Iran non poteva rimanere in silenzio, considerando che le parole di Zampolli danno per presupposto del favore all'Italia la sua esclusione dai Mondiali. E dunque, pur essendoci ancora grande incertezza sulla presenza dello stato asiatico alla fase finale della Coppa del Mondo nella prossima estate, l'ambasciata dell'Iran nel nostro Paese ha diffuso una replica molto dura.
"Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici – attacca la nota pubblicata sui social – L'Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche. Il tentativo di escludere l'Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ‘bancarotta morale' degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco".

Pungenti i media iraniani sull'ipotesi dell'Italia ripescata al posto dell'Iran: "Pretesa ridicola"
Se questa è la presa di posizione ufficiale dell'Iran sulla vicenda, ben più pungenti sono i media iraniani, uno dei quali titola "Un immobiliarista dietro lo scenario di eliminazione dell'Iran dai Mondiali" (Zampolli ha un passato nel settore, oltre ad essere ex agente di modelle e amico di lunga data di Trump, al quale si dice abbia presentato l'attuale moglie Melania nel 1998). In Iran scrivono che si tratta di una "pretesa ridicola". Peraltro l'intera questione viene descritta come destituita da qualsiasi fondamento – con riferimento alla effettiva volontà della FIFA – su tutti i media internazionali più autorevoli, dalla BBC in giù.
Che non ci sia nessuna possibilità reale di ripescaggio dell'Italia – come vi abbiamo già detto spiegando bene cosa dice l'articolo 6 comma 7 delle ‘Regulations for the FIFA World Cup 26′ – lo dimostrano le reazioni anche nel nostro Paese, che non solo esprimono freddezza quanto all'ipotesi del ripescaggio della nazionale azzurra, ma lo rifiutano in maniera sprezzante. Valgono per tutti le parole dette sul tema dal numero uno dello sport italiano, il presidente del CONI Luciano Buonfiglio: "Prima di tutto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo di andare ai Mondiali".