Infantino sulla presenza dell’Iran ai Mondiali: “Ci sarà, lo sport deve stare fuori dalla politica”

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha ribadito con decisione che l‘Iran sarà presente ai Mondiali 2026, nonostante le forti incertezze legate alle tensioni in Medio Oriente e agli attacchi contro Teheran.
Intervistato durante una conferenza organizzata dalla CNBC a Washington il numero uno del calcio mondiale ha affermato: "L'Iran ci sarà, questo è certo". Infantino ha poi espresso l’auspicio che il contesto internazionale migliori entro il via della competizione: "Speriamo che per allora (l'inizio della competizione, l'11 giugno) la situazione sia tranquilla, il che sarebbe di grande aiuto".
Infantino: "I giocatori vogliono giocare"
Infantino ha insistito sull’importanza della presenza iraniana, sottolineando il valore sportivo e simbolico della squadra: "Ma l'Iran deve venire, rappresentano il loro popolo, si sono qualificati, i giocatori vogliono giocare". Il dirigente aveva recentemente incontrato la selezione durante un ritiro ad Antalya, in Turchia, assistendo anche a un’amichevole. In precedenza si era già impegnato a garantirne la partecipazione, nonostante le dichiarazioni dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui i giocatori iraniani potrebbero non essere "al sicuro" negli USA.

Stando al calendario, l’Iran dovrebbe disputare le gare del gruppo G negli Stati Uniti, co-organizzatori insieme a Messico e Canada: a Los Angeles contro la Nuova Zelanda (16 giugno) e il Belgio (21 giugno), e a Seattle contro l’Egitto (27 giugno). La squadra dovrebbe stabilire il proprio quartier generale a Tucson, in Arizona. All’inizio del conflitto del 28 febbraio, Teheran aveva minacciato il boicottaggio, chiedendo poi alla FIFA di trasferire le partite in Messico, proposta respinta.
Infantino: "Lo sport deve stare fuori dalla politica"
Dopo settimane di bombardamenti e rappresaglie nella regione, l’8 aprile è stata avviata una tregua temporanea di due settimane. Tuttavia, restano tensioni: l’Iran ha bloccato lo Stretto di Hormuz, mentre Washington ha imposto restrizioni alle navi dirette verso i porti iraniani.

"Lo sport deve stare fuori dalla politica", ha ribadito Infantino. "Va bene, non viviamo sulla luna, viviamo sul pianeta Terra. Ma se nessun altro crede nella costruzione di ponti e nel mantenerli intatti e uniti, allora siamo noi a doverlo fare".
Il presidente della FIFA ha infine espresso fiducia nel successo del torneo, ritenendo che sarà positivo se garantirà sicurezza e spettacolo, con partite di alto livello e un calcio coinvolgente.