In attesa dell'assemblea degli azionisti, in programma il prossimo 15 ottobre, Andrea Agnelli ha voluto fare il punto firmando una lettera rivolta a tutti i soci del club bianconero. Il presidente della Juventus, nella sua analisi, ha parlato non solo dei trionfi della squadra ma anche della situazione generale del calcio europeo: "Cari Campioni d'Italia, è con grande orgoglio che uso questo appellativo nei vostri confronti per la nona volta consecutiva – ha esordito il numero uno del club – Il dibattito calcistico tende a consumare rapidamente ogni notizia, ogni partita, ogni stagione, ma è importante sottolineare che una striscia così lunga di successi non ha precedenti nelle grandi leghe europee.

"La Juventus sta scrivendo un nuovo record nella storia del calcio, un record che potrà essere valutato compiutamente solo quando i canoni della storia prenderanno il sopravvento su quelli della cronaca. Il traguardo del decimo scudetto consecutivo è una vetta da scalare e non un dato scontato, così come il nostro desiderio di giocare per vincere ogni competizione cui partecipiamo, dalla Supercoppa Italiana alla Champions League, dalla Serie A alla Coppa Italia".

Agnelli ha poi affrontato anche il momento delicato del club, che ha chiuso l'ultimo bilancio con una perdita di quasi 90 milioni di euro, ricordando gli sforzi economici della proprietà: "Gli ultimi dieci anni, sono stati contraddistinti da grandi investimenti, supportati da tutti i nostri azionisti, a cominciare dal nostro socio di riferimento, EXOR, che hanno generato una straordinaria crescita nei ricavi. Essi sono più che triplicati passando dai 172 milioni del 10/11 ai 573 milioni di euro del 19-20. Nello stesso periodo la Juventus ha saputo riconquistare centralità e rilevanza sia sul campo, sia fuori dal campo".

I problemi economici e le difficoltà legate al Covid

"Da tempo, in questa ed altre sedi, abbiamo segnalato l’asimmetria di un sistema che pone il rischio imprenditoriale sui club, i quali sostengono tutti i costi del sistema, ma assegna ad altri soggetti una parte rilevante del controllo e, quindi, della generazione degli introiti – si legge ancora nella lettera di Andrea AgnelliNon si tratta di una critica o di una sorpresa ma di uno spunto di riflessione per il futuro: il sistema è costruito in questo modo per garantire meccanismi di mutualità dal vertice della piramide calcistica verso la base. Tuttavia, i segnali di contrazione e qualche inefficienza gestionale, già evidenti negli anni scorsi, rischiano oggi di trasformarsi in un danno evidente per coloro che vogliono contribuire all’evoluzione di tutto il movimento calcistico e, al contempo, garantire un’adeguata remunerazione del capitale investito".

"Il principio cardine dell’impresa moderna è il controllo delle risorse per le quali si assumono oneri e rischi – ha concluso il presidente – La separazione di questo bilanciamento è percepita come innaturale, forzata. È un tema di governance che gli effetti della pandemia stanno mettendo a durissima prova, minacciando la stessa sopravvivenza dei club, che quei rischi affrontano, senza disporre degli strumenti che consentirebbero loro di mitigarli".