L’eliminazione di Medvedev a Parigi è una seduta di psicoanalisi con la moglie: “Me ne devo andare?”

Daniil Medvedev è stato clamorosamente eliminato al primo turno del Roland Garros per mano di Adam Walton, numero 97 al mondo. Il 30enne tennista russo ha perso al quinto set dopo quasi 3 ore e mezza di gioco, essendosi trovato a rimontare due volte lo svantaggio di un set. Un risultato sorprendente non solo per la differenza abissale di livello tra l'australiano e l'ex numero uno, ma anche per la condizione che Medvedev sembrava avere in questo momento e su questa superficie, come dimostrato dalla semifinale tiratissima con Jannik Sinner a Roma. Gli alti e bassi continui di Daniil nel corso della partita hanno avuto altrettanti riflessi nei suoi dialoghi con la moglie Daria seduta in tribuna: basta ripercorrerli per intuire come più che un match di tennis sia stato una seduta psicoanalitica.
Se una seduta di psicoanalisi è un incontro in cui il paziente esplora i propri conflitti interiori con l'aiuto di uno specialista cercando di risolvere le cause profonde dei suoi disagi, è esattamente quello che è andato in scena a Parigi, con la sola differenza che in questo caso la persona aveva una racchetta in mano. Fuor di metafora, davvero oggi si è rivisto il Medvedev delle versioni peggiori, con un'attitudine negativa alle prime difficoltà e ripetuti sfoghi verso il suo box, dove oltre al suo coach Thomas Johansson, che lo scorso anno ha preso il posto dello storico allenatore Gilles Cervara, c'era anche la pazientissima Daria, sua moglie dal 2018, che lo segue quasi sempre nei tornei.
Negli scambi catturati dai microfoni posti in campo si coglieva come lei non facesse da spettatrice passiva, ma lo affrontasse a viso aperto con grande fermezza, evidentemente forgiata da anni di ‘confronti'. Dopo aver subìto un break nel primo set, Medvedev si è lamentato del gran caldo, al che ‘Dasha' gli ha detto: "Fa caldo per tutti, è dura per tutti. Devi comportarti bene". "Se inizio a prendere il campo, mi comporterò bene! Ma che cazzo di out sono questi?!", le ha risposto il russo, infastidito dai suoi stessi colpi che finivano fuori.
Nel terzo set, innervosito dal silenzio del suo team, Medvedev ha poi preteso che la moglie sgridasse gli altri membri dello staff: "A loro non importa niente? Stiamo perdendo!". Daria non si è scomposta e lo ha freddato: "Che devo fare, me ne devo andare?". Nessuna risposta.
Nuovo siparietto all'inizio del quarto set. Prima, rispondendo ai borbottii del marito, la moglie lo ha spronato cercando di infondergli sicurezza: "Dai! Su ogni palla! Ce la fai, sei forte!". Poi, durante un game complicato, Daniil ha reagito malissimo a un ace dell'avversario, implorando il suo box: "Ve lo chiedo per favore, con estrema calma: potete dirgli di smetterla di prendere le linee col servizio?". Ci ha pensato ancora Daria a smontare il marito coi nudi fatti: "In questo game non ha messo dentro nemmeno una prima di servizio finora. Nemmeno una".
Il sostegno di Dasha sembrava aver portato un po' di pace interiore in Daniil, che dopo aver vinto il quarto set è andato avanti un break nel quinto, ma Walton non si è arreso. Sull'1-3, il 27enne australiano ha annullato due palle break, poi si è ripreso il break di svantaggio portandosi sul 4-4, infine prima ha annullato sul proprio servizio tre palle per il 5-4 Medvedev, poi ha strappato la battuta a zero al russo nell'ultimo game chiudendo 6-4. Magari marito e moglie ne parleranno ancora a cena…