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La malattia di Igor Protti, la scoperta un anno fa: ha fatto in tempo a portare la figlia Noemi all’altare

La malattia diagnosticata a Igor Protti nel giugno 2025 lo ha portato via in appena un anno. “Sta vincendo 3-0 ed è sleale, perché non mi ha fatto sentire il fischio d’inizio. Ora mi tocca rimontare, ho il dovere di provarci anche se sarà dura”, aveva detto l’eterno bomber di Livorno e Bari. Lo scorso mese Igor aveva raccolto le forze rimaste per accompagnare la figlia Noemi all’altare per il suo matrimonio.
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Igor Protti ci ha lasciato oggi a 58 anni, dopo una vita fatta di gol a catinelle, corse generose e scelte di carriera figlie del suo grande cuore e non certo della ricerca di gloria e soldi. Livorno e Bari sono state le piazze dove il bomber riminese ha lasciato maggiore traccia calcistica, ma il ricordo di Protti è vivissimo ovunque abbia giocato (Rimini, Virescit Bergamo, Messina, Lazio, Napoli e Reggiana), per le doti umane spiccate che lo hanno fatto amare da tutti i tifosi del calcio italiano. "Lo Zar" aveva annunciato il 5 luglio di essere ammalato. Si sarebbe poi saputo che era un tumore maligno, più precisamente un cancro al colon diagnosticatogli il mese prima. Il male se l'è dunque portato via in appena un anno, vissuto da Protti con dignità e coraggio, con apparizioni pubbliche toccanti come quella del mese scorso in occasione del matrimonio della figlia, accompagnata all'altare pur nella grande sofferenza fisica.

L'annuncio della malattia di Igor Protti, è il 5 luglio 2025: "Uno sgraditissimo ospite"

"Ciao a tutti, questa foto è di pochi giorni fa in un letto di ospedalescrive Protti sul proprio profilo Instagram il 5 luglio 2025 – Purtroppo poco più di un mese fa mi è stato trovato uno sgraditissimo ospite. Ho subìto un primo intervento chirurgico e la prossima settimana comincerò le cure per cercare di migliorare la situazione e poter essere nuovamente operato tra qualche mese. È una partita durissima, so benissimo che si può vincere o perdere ma ce la metterò tutta come sempre. E come sempre so di non essere solo, ho la mia grande e meravigliosa Famiglia vicino a me anche se non tutti lo possono essere fisicamente. Come quando ero in campo e mi sentivo parte di una grande comunità oggi sento anche la vicinanza di tutti gli amici e di tutte quelle persone che mi hanno seguito e voluto bene".

Igor fin dall'inizio usa una metafora calcistica per descrivere la sua situazione col tumore e anche nei mesi successivi vi si riferisce spesso in maniera simile, attingendo alla sua esperienza di calciatore indomito in campo. Nell'agosto del 2025, in un'intervista a ‘Il Tirreno', conferma di essere stato sottoposto a un intervento di stomia, ovvero di deviazione dell'intestino, e di avere in corso la chemioterapia: "Ormai da due mesi convivo coi miei problemi. Navigo a vista, giorno dopo giorno. Alcuni sono più facili, altri molto più difficili".

Protti si commuove allo stadio Picchi: l'amore del popolo del Livorno lo sommerge

Prima della fine dell'estate, Protti va allo stadio Picchi per il debutto del Livorno in Serie C, per ringraziare i tifosi che gli hanno portato striscioni in ospedale e a casa, e si commuove davanti all'affetto che lo sommerge. Nessuno del resto ha mai dimenticato il miglior marcatore della storia del club amaranto (130 gol complessivi). Qualche giorno dopo Igor dice in un'intervista a ‘Repubblica': "Il cancro sta vincendo 3-0 ed è sleale, perché non mi ha fatto sentire il fischio d'inizio. Ora mi tocca rimontare, ho il dovere di provarci anche se sarà dura. Non ci giro intorno. Quando lo stadio Picchi ha cantato il mio nome, ho pianto. Avevo la chemio attaccata al braccio e ho pianto. Non mi sono mai vergognato delle mie lacrime. In quelle di venerdì c'erano gioia, nostalgia e paura che fosse l'ultima volta. Ho tanta paura. Dopo la botta di adrenalina, il crollo è sempre in agguato".

Dopo l'estate il tumore si estende alle vertebre: "Si parte con la radioterapia"

Poco dopo la situazione già peggiora, il tumore si estende alle vertebre, come rende noto lo stesso bomber riminese su Instagram il 12 settembre: "Dopo l'intervento per la stomia e otto sedute di chemioterapia l'ospite ha deciso di far visita alle mie vertebre. Si parte con la radioterapia. Grazie a tutti per il vostro affetto! I tifosi hanno dimostrato ancora una volta di essere la parte più bella del calcio, una grandissima comunità che nei momenti importanti si ritrova sotto gli stessi valori. Siete meravigliosi!".

A dicembre Protti dà un ulteriore aggiornamento sulle sue condizioni durante la premiazione come ‘Sportivo dell'Anno 2025' dall'Associazione Stampa Toscana: "Si va a giornate, siamo un po' sulle montagne russe dove dei giorni va un po' meglio e altri è decisamente più buio. Continuo la chemioterapia e la radioterapia e qualcosa è migliorato, per fortuna. Purtroppo in questi mesi sono venute fuori ulteriori problematiche da affrontare e finché ci è permesso proviamo a combatterle". Il 12 dicembre Igor è tedoforo a Livorno per la staffetta della fiamma olimpica in viaggio verso i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, un altro momento molto toccante del suo viaggio nell'amore della gente.

Il messaggio di Igor a Capodanno: "Una durissima sfida, nel 2026 sarei felice di non avere altre brutte notizie"

Il 31 dicembre arriva il messaggio di Capodanno con un altro post su Instagram, Protti non vuole mollare: "Si chiude un anno difficile che mi ha lasciato in eredità una durissima sfida. Stasera un Capodanno diverso da sempre, in casa con la mia Compagna Daniela, un po' dolorante, con un futuro incerto ma che cercherò di affrontare al meglio delle mie possibilità fisiche e psicologiche. Cosa chiedere al 2026? Sarebbe facile sognare la guarigione ma sarei felice di non avere altre brutte notizie. Per questo stasera anche senza grandi festeggiamenti ringrazio la vita per esserci ancora. Buon Anno a tutti perché vi regali salute e tanta serenità".

A marzo la situazione peggiora: "Un avversario subdolo, diverse complicazioni"

Il 2026 purtroppo non porta in dote per Igor quello che lui sperava: "Da dieci mesi sono in lotta con un avversario subdolo – dice a marzo in un'intervista a ‘Sky' – Purtroppo questo percorso mi ha già creato diverse complicazioni che mi fanno tornare un po' indietro. Poco tempo fa sono stato di nuovo operato e dopo venti giorni a letto sto ricominciando a camminare, cerco di recuperare". Proprio in quei giorni esce il docufilm sulla sua carriera, "Igor. L'eroe romantico del calcio", le cui riprese erano finite nel 2025 poco prima della diagnosi).

L'ultimo atto d'amore di Protti: lo scorso mese accompagna la figlia Noemi all'altare per il matrimonio

Alla fine di maggio, Igor raccoglie tutte le forze che ha, le mescola al suo immenso cuore, e accompagna all'altare la figlia Noemi per il suo matrimonio, sostenuto dall'altro figlio Nicholas. L'immagine pubblicata su Instagram è tanto piena d'amore quanto dolorosa. Il bomber appare molto provato, facendo presagire che la partita è quasi alla fine. "Non pensavo di farcela nei giorni precedenti – racconta poi – Io resisto come posso ed essere riuscito a stare al fianco di mia figlia per il suo sì mi ha lasciato tanto dentro di me. Sono stato felice, perché ho avuto la possibilità di condividere la gioia di mia figlia che è stata chiaramente anche la mia". L'ex moglie Patrizia, madre di Noemi, commenta pubblicamente: "Sei stato ancora una volta un grandissimo babbo".

Da allora passa meno di un mese e si arriva al triste annuncio di oggi, con le ultime parole di Igor, affidate alla sua famiglia affinché le diffondesse dopo la sua morte: "Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l'unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l'affetto e l'amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio".

La figlia Noemi ha poi lasciato il suo messaggio di addio a papà Igor, sono parole bellissime: "Le persone vedono il fischio finale, noi Ba abbiamo vissuto con te tutti i 90 minuti contro questo avversario bastardo, subdolo. La gente, come nelle partite di calcio, vede il risultato al 90esimo minuto, non gli altri 89. Te non hai perso Ba, perché chi ti è stato vicino davvero sa quante cose sei riuscito a fare in questo anno, quanti traguardi, a partire dall'essere riuscito a vedere il film, il tuo film. Chi c'è sempre stato sa. Sono stati 90 minuti dove abbiamo cercato di andare avanti, di godersi ogni giornata ma con un dolore dentro immenso. Il tuo 90esimo minuto era portarmi all'altare, ci sei riuscito e non ti ringrazierò mai abbastanza per questo. A presto Ba, la tua Chicchis".

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