La linea ferroviaria dov’è morto Alex Manninger era stata chiusa per giorni: forse pensava che lo fosse ancora

Forse Alex Manninger era convinto che la linea ferroviaria che stava per superare con la sua vettura – mentre si recava a pesca, sua grande passione – fosse ancora chiusa, come lo era stata per parecchi giorni in precedenza. E invece era stata riaperta appena prima che l'ex portiere di Juventus e Fiorentina impegnasse il passaggio a livello incustodito dove è avvenuto il terribile scontro tra il suo veicolo e un treno che accorreva a tutta velocità. Manninger non ha avuto scampo, morendo sul colpo a 48 anni.
L'ipotesi, avanzata dai media austriaci e in Germania dalla ‘Bild', è basata su quanto comunicato da Salzburg AG, che è l'azienda che gestisce per quanto riguarda binari, treni, passaggi a livello e manutenzione la Salzburger Lokalbahn, ovvero la linea ferroviaria locale su cui è avvenuto l'incidente. "La linea è rimasta chiusa dal 28 marzo al 6 aprile", ha detto una loro portavoce. I lavori riguardavano la modernizzazione della linea, con nuovi cavi aerei, banchine più larghe e un futuro secondo binario.

L'incidente che ha provocato la morte di Manninger è avvenuto il 16 aprile, dunque solo dieci giorni dopo la riapertura della linea, circostanza quest'ultima che potrebbe essere stato ignorata dall'ex calciatore austriaco, che dunque avrebbe impegnato il passaggio a livello non sorvegliato senza avere alcun timore che potesse sopraggiungere un treno, come poi è tragicamente avvenuto.
La mattina di giovedì scorso, Manninger stava andando al Pabinger See, un piccolo lago della regione di Salisburgo molto popolare tra i pescatori. Era uno dei suoi posti preferiti per la dedicarsi alla sua passione e conosceva bene la zona. Il passaggio a livello dove è avvenuto l'incidente è sulla strada che porta verso il lago e la linea ferroviaria è ben visibile agli automobilisti. Un pescatore che conosceva Alex ha raccontato alla Bild che l'ex portiere della nazionale austriaca veniva spesso a pescare in quella zona, ipotizzando che "dovesse essere immerso nei suoi pensieri". Forse lo era perché dava per scontato che non sarebbero transitati treni sulla linea.