Binaghi: “Berrettini pensava di dover smettere a breve, non ci ho pensato su: l’ho mandato a fan…o”

Il Roland Garros non sembrava foriero di buone notizie per il tennis italiano dopo l'epilogo anticipato e inaspettato dell'avventura del numero uno al mondo Jannik Sinner, dopo che Lorenzo Musetti aveva dato forfait. E invece ecco la conferma del momento magico dello sport azzurro grazie a Cobolli, Arnaldi e Berrettini che hanno raggiunto i quarti di finale a Parigi. Il presidente federale Angelo Binaghi non può che essere ancora una volta pienamente soddisfatto dei nostri atleti che ancora una volta hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo, dando lustro a tutto il movimento in quella che è una vera e propria "golden era".
Ha il cuore pieno d'orgoglio il numero uno della FITP che si esalta nell'intervista a Repubblica: "Sono i buoni esempi che creano il movimento e i giocatori. Durante la mia vita sportiva, potevo guardare a uno straordinario Pietrangeli. Oggi abbiamo Sinner. Che per etica del lavoro e spirito di sacrificio riesce a dare un qualcosa in più – a tutti! – anche quando perde, cosa che per fortuna capita molto di rado". Non nasconde la sorpresa Binaghi di fronte ai risultati degli azzurri a Parigi, in primis quello di Cobolli che in occasione della vittoria di Auger-Aliassime ha scherzato con lui: "Se me l'aspettavo? Sinceramente, no. Aveva di fronte un giocatore con maggiore esperienza a certi livelli, uno che gli sta davanti nel ranking. Ha giocato senza pensare a tutto questo. Da campione, da Top10″.
La soddisfazione principale però riguarda sicuramente Matteo Berrettini, protagonista di un'eccezionale cavalcata fino ai quarti dove purtroppo è arrivato un infortunio a impedirgli di potersi giocare tutte la chance con l'altrettanto superlativo Arnaldi. A Roma era stato proprio il presidente ad incitare un Matteo molto pessimista: "Due settimane fa, al Foro Italico, ero in ufficio insieme a Fognini. A sorpresa, bussa Matteo: ha la faccia scura. Ci guarda, e a un certo punto se ne esce con una specie di battuta: “Tenetemi una sedia libera, perché tra poco sarò insieme a voi”. Come dire: mi sa che ormai sono un ex giocatore. Non ci ho pensato un istante, e l’ho mandato aff…: secondo voi, ho fatto bene o no". E ora è il momento di incrociare le dita per l'azzurro che arriverà in finale. Che sia Cobolli o Arnaldi, c'è un'unica certezza: quella che il tennis italiano è più vivo e vincente che mai.