Roland Garros

Zverev: “Ho videochiamato Cobolli alle 3 di notte dopo averlo battuto in finale a Parigi. Festeggiava”

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Zverev e Cobolli in finale al Roland Garros, vinto dal tedesco.
Il tennista tedesco, che ha trionfato al Roland Garros, ha svelato un simpatico retroscena avvenuto dopo la finale. “Volevamo essere insieme. Non ricordo se il mio telefono è morto o il suo”.

Alexander Zverev e Flavio Cobolli si sono ritrovati su FaceTime alle 3 del mattino dopo la finale del Roland Garros"Stava facendo festa, stavo facendo festa", dice il tennista tedesco raccontando quel momento esilarante in cui non c'è distanza tra vincitore (Sascha) e vinto (l'italiano) ma solo sincera condivisione di un momento di gioia reciproca tra giocatori che, a prescindere dal risultato del campo, hanno vissuto emozioni bellissime. Sono stati bravi e fortunati, il fato ha spianato la strada fermando prima Carlos Alcaraz (per infortunio) e poi Jannik Sinner (fuori causa per un malore). E hanno tirato fuori dal cassetto quei sogni che avevano lasciati chiusi a doppia mandata: quando hai davanti a te due "marziani" come quelli lì, tanto vale non farsi troppe illusioni. Ne sa qualcosa Zverev che di finali Slam ne ha perse 3 prima di centrarne (finalmente) una senza fare la figura del convitato di pietra. E ne sa qualcosa anche Cobolli, che per la prima volta in carriera ha sentito le farfalle nello stomaco per essere riuscito a spingersi ben oltre le aspettative, fino a un passo dalla grandezza.

Nell'intervista fatta in macchina il tedesco racconta quel simpatico retroscena, un atteggiamento che appare inusuale ma è testimonianza di grande rispetto e di reale comunione di sentimenti: nessuno di loro si aspettava di finire sotto i riflettori di uno degli appuntamento più importanti della stagione E anche se il punteggio dà la palma di trionfatore a uno solo, l'esperienza acquisita da Cobolli nel lungo viaggio verso la finale ha rappresentato un importante momento di crescita professionale e umana, un boost di fiducia per il futuro. Lassù, può esserci anche lui. Intanto s'arrampicato fino alla Top 10 dei più forti al mondo.

E non è forse (anche) questa una vittoria? Ecco perché non stupisce la riflessione di Zverev che spiega bene quanto sia stato vicino al tennista romano (e viceversa) nonostante fossero avversari in tabellone: "Non ci aspettavamo di essere in finale. Flavio è un ottimo giocatore, un ottimo ragazzo. È stato sicuramente un bel momento per lui essere lì, di giocare una finale dello Slam. Sono stato contento perché ho vinto, ma anche per lui è stato un ottimo momento".

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Zverev ha raccontato della chiamata su FaceTime alle 3 di notte.

Parole che fanno il paio con quelle altrettanto belle pronunciate dallo stesso Cobolli dopo la sconfitta. E non erano certo scontate. "Ale, se qualcuno mi chiedesse chi merita di più questo titolo, ho sempre detto tu. È stato un onore condividere il campo con te. Sono felice per te, ma sono anche triste perché ero vicino e lo sento. Ora che hai realizzato il tuo sogno, lascia vincere me la prossima volta".

Ironia, applausi e qua la mano, amico. Anzi, rispondimi al telefono… e così nel cuore di una notte bevuta fino in fondo al bicchiere si sono abbracciati di nuovo. "L'ho chiamato su FaceTime alle 3 di mattina – è il dettaglio portato alla luce da Zverev -, stavamo entrambi festeggiando in diversi luoghi e volevamo essere insieme. Non ricordo se il mio telefono è morto o il suo".

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