Andy Roddick: “Ho un audio di Agassi su Sinner che non posso mandare in onda. Lui sa cosa vuol dire”

Andre Agassi ha sollevato un vero e proprio polverone con le sue dichiarazioni su Jannik Sinner dopo il Roland Garros. Anche l'ex campione americano si è unito al coro di chi ha detto la sua sul malessere accusato dal numero uno al mondo nel match contro Cerundolo. Mentre tutti s'interrogavano sul cosa ci fosse dietro quell'improvviso crollo dell'azzurro, poi sottopostosi ad esami dettagliati al San Raffaele di Milano per fugare ogni dubbio, l'ex Kid di Las Vegas ha fatto riferimento all' assenza di scuse per Sinner per essere andato a "sbattere contro un muro dopo un’ora e 45". Nel "mare magnum" delle opinioni su Sinner, in tanti hanno criticato Agassi per il suo modo di mettere in discussione anche la preparazione di Jannik. C'è però anche chi ha preso le sue difese, come il connazionale Andy Roddick che ha fatto riferimento a due aspetti: in primis la competenza, e poi il suo rapporto con Darren Cahill.
Roddick difende Agassi dopo le parole su Sinner
Nel suo podcast "Served with Andy", l'ex tennista numero uno al mondo e vincitore degli US Open 2003, è tornato su quelle parole di Agassi che conosce bene. Seppur troppo diretto Andre ha parlato alla luce della sua esperienza nel mondo della racchetta, soprattutto citando il suo caso personale: "Magari c’è stato un problema di idratazione. Prima di andare a giocare in Australia al meglio dei cinque set con il caldo, bevevo 10-12 litri d’acqua nelle 24 ore precedenti alla partita, il mio rapporto carboidrati-proteine era 4 a 1, il ‘recovery drink’ era fatto in un certo modo… In questo momento metterei in discussione il modo che ha di prepararsi a queste situazioni". Insomma per Roddick è molto più attendibile nell'analisi, un ex campione di questo calibro rispetto ai tanti esperti dell'ultim'ora. Anche se per dovere di cronaca ci sono altri ex giocatori, come Paolo Cané, che sono in disaccordo con Agassi.
Roddick tira in ballo il rapporto tra Agassi e Cahill
Senza dimenticare anche il feeling unico che c'è tra Andre e uno dei coach di Sinner, ovvero Darren Cahill. Quest'ultimo ha seguito proprio Andre negli ultimi anni della carriera, aiutandolo a tornare sul tetto del mondo, con il rapporto professionale che si è trasformato in una longeva amicizia. Chi può pensare dunque che Agassi dica qualcosa per colpire Sinner, e dunque indirettamente Cahill? Il senso delle parole di Roddick è chiaro: "Dunque, mi sento spesso con Andre, ci scriviamo continuamente. Mi ha raccontato che, prima di fare quelle dichiarazioni, aveva parlato con Darren Cahill, perché c'è una certa delicatezza nella situazione. Quando condividi quasi dieci anni con un allenatore, non puoi metterlo in difficoltà all'improvviso con delle dichiarazioni pubbliche. Semplicemente non si fa. Andre mi ha detto: ‘Qualcuno deve svegliare questi presunti esperti.' Perché tutti hanno una teoria".
Insomma Agassi è andato dritto al punto anche per cercare di chiarire bene gli aspetti di una vicenda che sta ancora conquistando l'attenzione mediatica internazionale. Roddick lo ha difeso in privato e in pubblico: "Io gli ho risposto: ‘Sì, ma tu hai l'autorevolezza per dirlo. Non sei uno che parla a caso per raccogliere clic.' Ed è proprio per questo che le sue parole hanno avuto così tanto peso. Non si tratta di una persona qualsiasi che esprime opinioni su qualcosa che non conosce. Andre sa cosa significa prepararsi, sa cosa vuol dire essere il numero uno, avere tutti gli occhi addosso e convivere con quella pressione. Inoltre non ha bisogno di lavorare, quindi può permettersi di dire semplicemente quello che pensa".
Il messaggio di Agassi a Roddick su Sinner agli Australian Open
D'altronde lo stesso Roddick ha citato anche un episodio del recente passato tirando in ballo un messaggio ricevuto proprio da Agassi durante gli ultimi Australian Open. Uno scambio di opinioni avvenuto dopo le difficoltà fisiche mostrate da Sinner nel match contro Spizzirri, quando Jannik poi riuscì comunque a risollevarsi e vincere beneficiando poi della chiusura del tetto. Lo statunitense nel suo podcast ha svelato: "Ho raccontato che durante gli Australian Open, in occasione della partita tra Sinner e Spizzirri, mi aveva inviato un messaggio vocale che ovviamente non posso mandare in onda. Il concetto era sostanzialmente lo stesso. Diceva che non gli piace vedere un giocatore ridotto in quelle condizioni dopo appena un'ora e venti di partita sotto il sole. Ora, sappiamo davvero tutto quello che è successo? Probabilmente no. È giusto che se ne parli e che vengano poste delle domande? Assolutamente sì".
Qual è la sintesi? La critica è legittima se arriva da chi ha una cognizione di causa come quella di Agassi. Forse anche lo stesso Jannik, per Roddick, sarebbe d'accordo: "È ingiusto sostenere che, in qualunque circostanza, un giocatore di quel livello dovrebbe essere in grado di reggere almeno un'ora e quaranta di partita? Secondo me è una critica legittima. E credo che anche Jannik stesso direbbe che è una critica giusta".