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Mondiali di calcio 2026

La cacciata dagli USA “fa la fortuna” dell’arbitro somalo: premiato con un ricco assegno

Omar Abdulkadir Artan è il direttore di gara a cui gli Stati Uniti hanno negato l’accesso per partecipare ai Mondiali. La vicenda gli ha portato grande notorietà e un dono inatteso.
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L'espulsione dagli Stati Uniti e l'impossibilità di fischiare ai Mondiali nonostante fosse stato selezionato dalla FIFA è stata la cosa migliore che potesse capitare all'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan. Nel giro di pochi giorni l'eco provocata dalla sua vicenda gli ha generato una grande notorietà e, al netto della profonda delusione provata perché gli sono stati negati visto e un'opportunità importante della carriera, qualcosa di buono tra le mani è rimasto… È un assegno di 50 mila dollari (circa 44 mila in euro) che un imprenditore del suo Paese ha voluto donare all'uomo e allo sportivo che in patria è stato accolto come un eroe nazionale.

La UEFA lo ha designato per la finale di Supercoppa europea

Non è stata l'unica notizia positiva che ha dato "ricche" soddisfazioni ad Artan. Nella giornata di ieri l'UEFA l'ha designato per dirigere la finale di Supercoppa europea tra Paris Saint-Germain e Aston Villa (gesto a cui in molti hanno dato una forte connotazione "politica" da parte del presidente, Aleksander Ceferin, rispetto a Gianni Infantino). Un grande riconoscimento per il fischietto che ai Mondiali era arrivato da migliore arbitro africano del 2025, reduce (tra l'altro) dall'esperienza nella finale di CAF Champions League.

La cacciata da gli Usa ha fatto la fortuna di Artan

L'inflessibilità delle norme del governo Usa si è rivelata (anche) una importante fonte di guadagno per il direttore di gara. La combo adesso è perfetta, quattro scatti ne certificano il momento di gloria: in una c'è Artan seduto su una sorta di sedia regale, con alle spalle la bandiera della Somalia; in un'altra è portato in trionfo dalla folla a Mogadiscio; nella terza riceve l'assegno da 50 mila dollari dalla Salaam Somali Bank (per conto del politico e affarista, Liban Ahmed Hassan); in una quarta è raffigurato con la divisa ufficiale assieme ai loghi della Supercoppa UEFA, del PSG e dell'Aston Villa.

La vicenda surreale: interrogato 11 ore, detenuto poi mandato a casa

Artan ha vissuto una vicenda davvero surreale, non dimenticherà mai il trattamento che gli è stato riservato una volta sbarcato nell'aeroporto americano. Arrivato a Miami l'8 giugno scorso per il seminario pre-Mondiale con visto valido e passaporto diplomatico somalo, non riuscirà mai a varcare la soglia dello scalo in Florida. La dogana USA (CBP) lo ferma, lo interroga tutta la notte (11 ore) poi lo tiene in custodia in una stanza/cella poi lo rimanda indietro su un volo diretto a Mogadiscio.

Il motivo ufficiale: questioni di sicurezza nazionale perché l'arbitro è considerato vicino (anche se prove tangibili non sono indicate) a membri sospetti di organizzazioni terroristiche. La FIFA potè nulla rispetto a quella decisione e in conferenza Infantino si trincerò dietro la legittimità delle leggi americane.

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