L'Inter di Antonio Conte esce umiliata e ridimensionata dalla notte di San Siro. Nella sera in cui si piange la morte di Diego Armando Maradona i nerazzurri subiscono una cocente sconfitta contro il Real Madrid per 2-0, subissati dal fraseggio degli spagnoli in vantaggio prima con Lucas e poi al raddoppio con Rodrygo (complice una deviazione finale di Hakimi). Nel mezzo, l'espulsione di Vidal che sancisce la resa incondizionata della squadra sul fronte europeo. Ultima in classifica a soli due punti, nessuna vittoria in 4 partite e appesa ad un filo per sperare in una clamorosa quanto complicatissima qualificazione.

La squadra è entrata in campo come se non avesse voglia, energie, come se non si trattasse della partita più importante di questo inizio di stagione, bussola sulla quale orientare il prossimo cammino. Altro che ferocia, non si salva un solo giocatore  mostrando una squadra irritante sin dalle prime battute quando passa subito in svantaggio. Questa sarebbe la fame invocata nei giorni scorsi? Questa la voglia che trasmette? Questa la risposa sul campo?

Antonio Conte si è affidato ai suoi sodali: Lukaku, Lautaro, Vidal tutti uomini voluti e difesi dal tecnico che aveva puntato fortissimo su di loro. E tutti ammutinati nel silenzio irreale di San Siro. Il belga non ha mai avuto un pallone giocabile, l'argentino ha corso a vuoto per 45 minuti. Peggio di tutti il cileno, espulso per proteste al 33′ mettendo in difficoltà l'intera squadra già sotto di una rete.

Zero vittorie in quattro partite, due soli punti in classifica, ultimo posto e con due match ancora da giocare solo la matematica non condanna l'Inter di Conte all'esclusione dagli ottavi di finale. Per il tecnico una disfatta sia sul fronte del gioco che su quello morale e della mentalità: "Rispondiamo su lcampo a chi dice cagate" aveva sentenziato dopo la vittoria in rimonta contro il Torino che doveva essere la prova generale ad una notte da leoni in Champions League.

Ed è lui il grande sconfitto, non solo della serata: la sua formazione iniziale non ha convinto, i suoi cambi in corsa sono apparsi una resa anticipata e frutto di una confusione evidente nella gestione di una formazione sempre meno a sua immagine e somiglianza. Tanto che sul web i tifosi hanno invocato il ritorno di Spalletti e gridato all'umiliazione ingiustificata di Eriksen (dentro a 5 minuti dalla fine): adesso per Conte è notte fonda e anche le ultime certezze sono naufragate. Un inizio di stagione così nessuno se la sarebbe aspettata. E ci sono ancora tantissime partite da giocare.