Una follia. Non c'è altra definizione per il gesto che è costato ad Arturo Vidal l'espulsione per doppia ammonizione in Inter-Real Madrid, gara decisiva di Champions League, dopo soli 33 minuti di gioco. Un'ingenuità che ha privato i nerazzurri di un uomo, per di più fondamentale, con il Real già avanti nel punteggio, nel contesto di una partita difficile e da vincere a tutti i costi. Potenzialmente il capolinea dei sogni europei della squadra di Antonio Conte in questa stagione.

Succede tutto nel giro di pochi secondi e il cileno è protagonista dall'inizio alla fine. Vidal entra in area di rigore del Real Madrid e prova la conclusione, ma al momento dell'impatto con il pallone finisce per terra. Le proteste sono da subito vibranti, sia le sue che quelle dei compagni. Dal replay, però, non è evidente il fallo che Varane avrebbe commesso ai suoi danni: il contatto sembra minimo, Vidal pare quasi inciampare nel terreno prima di finire a terra. In ogni caso l'arbitro Taylor è irremovibile sulla decisione iniziale e non considera neanche la possibilità di riesaminare la situazione al VAR.

Da questo momento in avanti, Vidal perde progressivamente il controllo. Inizia a protestare, il più accalorato tra i nerazzurri, e viene punito con un cartellino giallo. La sanzione fa perdere definitivamente la pazienza al centrocampista, che in un impeto di rabbia affronta a muso duro il direttore di gara, urlando a pochi centimetri dal suo viso. Un affronto imperdonabile su cui l'arbitro Taylor non può sorvolare: ha ancora in mano il cartellino giallo quando sventola sotto il naso di Vidal anche il cartellino rosso e ne decreta l'espulsione per proteste. Il cileno è incredulo, ma la frittata è fatta. E l'espulsione complica ulteriormente i piani dell'Inter in una serata già difficile in partenza.