A poche ore dalla partita interna contro il Parma, dove Milan Skriniar non ci sarà, per l'Inter arriva comunque una notizia confortante: il difensore slovacco è risultato finalmente negativo al tampone anti Covid. La conferma è arrivata dalla società nerazzurra che ha così potuto far concludere la quasi infinita quarantena del giocatore. Skriniar era risultato per la prima volta positivo mentre era in ritiro con la sua nazionale, 25 giorni fa. Solamente oggi si può definire guarito dal coronavirus.

Una degenza lunghissima e un isolamento che è durato quasi un mese. Il tutto per far capire come non si possa scherzare con questo virus e che anche i più controllati – come gli sportivi professionisti – non possano scappare alla legge dell'imprevidibilità del Covid. Milan Skriniar così vanta una delle quarantene più lunghe cui sono stati sottoposti i calciatori di Serie A, 24 giorni di isolamento. Un mese in cui il giocatore non ha mai potuto permettersi di allenarsi con i compagni e di mettersi a disposizione di mister Conte, saltando diverse partite.

L'ultima in cui non ci sarà è quella contro il Parma in programma a San Siro, sabato 31 ottobre per la sesta giornata di campionato. Un'assenza importante visto che Conte deve fare i conti anche con altri illustri assenti come Sanchez e Lukaku, entrambi fermi ai box per problemi fisici. Skriniar è stato l'ultimo a rientrare tra i giocatori nerazzurri che erano stati colpiti dal coronavirus. Insieme al difensore c'erano infatti, Bastoni, Young, Gagliardini, Nainggolan e Radu, tutti già da tempo rientrati nei ranghi e a disposizione di Antonio Conte.

Adesso bisognerà capire se e quando Skriniar potrà ritornare effettivamente a disposizione di Conte e compagni dopo un mese di stop. Il problema è il mancato periodo di allenamento e la ripresa del ritmo partita. Alle porte c'è anche la trasferta di Champions League contro il Real Madrid di martedì sera. Per quella gara Skriniar potrebbe essere inserito tra i convocati, poi spetterà a Conte decidere se farlo giocare oppure lasciarlo in panchina in attesa del forma migliore.