In scena in Champions League va anche Lazio-Bayern Monaco, delicatissimo incontro dei capitolini che si confrontano con i campioni d'Europa e del Mondo per il doppio turno degli ottavi di finale. Un incrocio che racchiude in sè anche una storia nelle storie, quella di due bomber di razza, Ciro Immobile e Robert Lewandowski oggi tra i migliori nel proprio ruolo di goleador e che hanno incrociato i loro destini calcistici, in Bundesliga. Era il 2014 e l'attuale attaccante della Lazio vestiva per la prima volta i colori del Borussia Dortmund, allenato a quel tempo da Jurgen Klopp, ereditando ruolo, maglia e responsabilità proprio dal bomber polacco volato a Monaco dal Bayern.

"Io sono il presente, lui è il passato questo è certo. Poi. il tempo dirà se ho segnato più io o più lui". Così si era presentato Ciro Immobile nell'estate del 2014 quando raccolse la sfida di vestire la maglia del Borussia in Bundesliga, lasciata libera da Lewandowski che aveva accettato la corte del Bayern Monaco. Finirà come tutti sappiamo, malissimo per l'attaccante italiano che tra i gialloneri non lascerà quasi traccia: 24 presenze e solo 3 gol. Nulla in confronto a quanto proprio ‘Lewa' fece a Dortmund: 131 caps con 74 centri. Un confronto impari che schiacciò il giovane Ciro, allora 24enne proveniente dalla straordinaria stagione con la maglia del Torino.

La cosa che mi piace di più di Robert Lewandowski è senza dubbio che non è mai soddisfatto: ogni volta cerca di migliorare e di superare i suoi limiti, anche se è già un giocatore eccezionale. Per quanto mi riguarda è il classico attaccante completo e attualmente penso sia senza dubbio il centravanti più forte del mondo.

Malgrado le grandi aspettative ("Klopp mi sta aiutando tantissimo ad integrarmi, mi trovo bene. Dice che sono un guerriero? Se lo dice vuol dire che mi ha visto, che mi conosce bene"), Immobile lascerà la Bundesliga per il campionato spagnolo (a Siviglia) senza grandi differenze prima di rientrare mestamente in Italia, ancora a Torino e poi, con la straordinaria rinascita sportiva con la Lazio. Eppure, quella parentesi tedesca ha significato molto per lui, sia dal punto di vista umano che sportivo. L'emigrante del pallone, l'orgoglio di trascinare fuori dai confini italici le qualità calcistiche, di assurgere a nuovo riferimento. Nel momento che appariva il migliore: 22 gol col Torino in 33 partite, la consacrazione della chiamata all'estero.

Tuttavia, il meglio, Ciro lo ha sempre dato in Italia non altrove. Col Torino, come detto, ancor prima con i colori del Pescara (28 reti in 37 partite) poi con la Lazio (117 reti ad oggi con 167 presenze) squadra con cui, sì arriva la consacrazione tra i bomber più forti d'Europa e non solo. Ma il confronto a distanza con Lewandowski resta, sottile e presente. Il polacco è un punto di riferimento da sempre per Immobile: "Benzema, Suarez, grandi attaccanti ma potessi votare per il Pallone d'Oro voterei Lewandowski che è sempre stato un modello per me".

E proprio con Lewandowski inizia un nuovo duello a distanza a cavallo della seconda decade degli anni 2000. Immobile con la maglia della Lazio compie un'impresa straordinaria, bella stagione 2019-2020, segnando 36 gol in 37 match di Serie A e si impone tra i goleador europei vincendo la Scarpa d'Oro in quella che ad oggi è la sua miglior annata di sempre. Battendo proprio Robert Lewandowski che si ritroverà di fronte in Champions League. Dove i destini dei due bomber si incroceranno nei prossimi 180 minuti, che determineranno chi sarà di nuovo il presente e il futuro. Di Lazio e Bayern, questa volta.