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Guardiola commissario tecnico dell’Italia con l’aiuto degli sponsor: la soluzione “alla Conte”

L’Italia sogna Guardiola sulla panchina, ma il problema principale resta l’ingaggio: l’ipotesi dello stipendio coperto dallo sponsor come successo a Conte nel 2014.
A cura di Ada Cotugno
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C'è un solo nome che scalda i tifosi e che potrebbe restituire entusiasmo a un'Italia scottata dopo la delusione dell'esclusione dai Mondiali, la terza consecutiva. Pep Guardiola è il grande sogno della Nazionale, una strada apparentemente impossibile da percorrere ma che in realtà aleggia all'interno della Federazione: dalle parole di Bonucci, anche lui iscritto alla schiera dei sognatori, al precedente segnato da Antonio Conte con lo stipendio sostenuto dallo sponsor, proprio come potrebbe accadere con il tecnico catalano che sembra arrivato al capolinea della sua avventura in Premier League.

Il nodo principale è legato all'ingaggio e alle pretese che potrebbe mantenere anche nella veste di commissario tecnico. Facendo un po' di conti la cifra resta altissima perché Guardiola al Manchester City guadagna circa 25 milioni di euro lordi, somma che la Federazione non potrebbe minimamente garantire ma che potrebbe quadrare con l'aiuto di Puma, come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport che traccia il quadro della situazione.

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Il piano per arrivare a Guardiola

Per il momento resta la più grande delle suggestioni, ma il rapporto particolare che lo spagnolo ha con l'Italia e il desiderio di poterci lavorare un giorno alimentano i sogni. Il problema non è il prestigio di Guardiola ma lo stipendio: a City guadagna 24.8 milioni di euro lordi, che si traducono in circa 14 milioni di euro netti più bonus per il fisco inglese, una cifra da capogiro che nessun CT al mondo può avere. Ancelotti per esempio ha accettato di allenare il Brasile per quasi 10 milioni di euro, ma per il resto gli ingaggi sono nettamente più bassi.

In Italia l'unico caso eclatante resta quello di Antonio Conte, fortemente voluto dalla Federazione nel 2014 anche a costo di fare qualche sacrifici. All'epoca l'attuale allenatore del Napoli firmò per uno stipendio da 4.1 milioni di euro a stagione e circa la metà della somma fu coperta da Puma, sponsor tecnico della Nazionale che curiosamente è anche un brand legato a Guardiola. Con l'aiuto del colosso tedesco i costi scenderebbero ma resterebbero comunque altissimi per poter fare ragionamenti concreti già ora, prima delle elezioni del nuovo presidente della FIGC: il nuovo CT dovrebbe essere inserito in un sistema solido, in un modello che possa permettergli di lavorare secondo la sua filosofia e che possa anche avere appeal per nomi che al momento sembrano pura fantascienza.

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