Baldini: “I ragazzi in Italia si allenano solo 2 ore, è un problema. Conte è l’esempio da seguire”

Silvio Baldini si prepara ad affrontare la sua ultima partita da CT sulla panchina della Nazionale Italiana maggiore. Un incarico portato avanti con impegno, dedizione, e anche grande determinazione apprezzata da tutto l'ambiente Italia, i calciatori e addetti ai lavori. Ma prima c'è da affrontare l'ultima amichevole di giugno prima di tornare ad ottobre a guidare la sua Under 21. Baldini affronterà un avversario diverso e sulla carta più forte di Lussemburgo, ovvero la Grecia. Nazionale di altro prestigio e sicuramente con molti più nomi importanti da vedere all'opera contro la giovane Italia convocata dallo stesso Baldini per queste due sfide.
E proprio il tema dei giovani lo stesso allenatore ha voluto approfondire nel corso della conferenza stampa della vigilia al fianco di Bartesaghi. A Baldini è stato chiesto, prima di congedarsi dall'incarico, quale sia il vero problema di questa Italia che per tre volte ha mancato l'appuntamento ai Mondiali: "I nostri settori giovanili sono diventati una struttura più per fare business che per far crescere i nostri ragazzi da un punto di vista tecnico”.
Baldini però ha sollevato un altro tema importante, ovvero quello relativo alle ore d'allenamento trascorse dagli stessi calciatori nei vari settori giovanili: "I ragazzi dedicano poche ore all’allenamento – spiega –. Vi faccio due esempi: nell’ultima Olimpiade la Brignone dopo l’infortunio ha vinto due medaglie d’oro. Andate a vedere quante ore al giorno ha passato ad allenarsi per arrivare a quell’appuntamento e non sbagliarlo. Nel tennis dedicano ore alla preparazione fisica. Se i nostri calciatori si allenassero anche solo un terzo di quanto si allenano questi atleti sarebbero molto più forti". Il tema sollevato da Baldini è di quelli caldi, forti, che specie in questa vigilia dei Mondiali torna sempre di moda.
"Questi ragazzi già se arrivano a due ore di allenamento al giorno è tanto. Che poi tra riscaldamento, pause del gioco, non c’è mai grande intensità”. Baldini prende poi ad esempio un ex CT: "Un allenatore che arriva quasi sempre primo o secondo è Conte il quale vince perché ha una metodologia, come quella che aveva la Juventus ai tempi di Moggi, Bettega e Giraudo. Andate a domandare quante ore si allenavano – sottolinea ancora il CT degli azzurri –. Nei settori giovanili bisogna a capire che la metodologia non è solo insegnare la tecnica o il cross, ma uno stile di vita altrimenti non si va da nessuna parte. I ragazzi prima di andare a scuola dovrebbero praticare un’attività sportiva come fanno in altri Paesi”.