Francia-Iraq sospesa per oltre 2 ore ai Mondiali a causa del “protocollo temporali”: cosa è successo

Francia-Iraq è stata la prima partita di questi Mondiali sospesa per un temporale: all'intervallo è scattato il protocollo previsto in caso di allerta meteo che ha portato le due squadre a restare negli spogliatoi per oltre due ore a causa dei fulmini e della pioggia intensa che si è abbattuta su Philadelphia. I francesi sono riusciti a qualificarsi ai sedicesimi di finale dopo una gara durata 3 ore e 48 minuti, record di durata fino a questo momento. I giocatori e il pubblico hanno dovuto lasciare lo stadio per trovare riparo rispettando le rigide regole previste in queste circostanze stabilite dalla procedura d'emergenza chiamata "Seek Cover Protocol".
Negli spogliatoi le due nazionali hanno cercato di non perdere ritmo e concentrazione, restando confinate per quasi due ore senza avere notizie certe. Alla fine Mbappé è andato a verificare le condizioni del campo e si è anche arrabbiato con gli inservienti che stavano pulendo il campo, accusati di aver pulito a dovere soltanto la zona in cui avrebbe dovuto attaccare l'Iraq lasciando molte pozze nella metà avversaria. La Francia è riuscita a vincere per 3-0 nonostante le distrazioni, ottenendo l'accesso ai sedicesimi con un turno d'anticipo.

Francia e Iraq chiuse negli spogliatoi per due ore
È stata una partita infinita a causa del nubifragio che si è abbattuto sullo stadio, un rischio che i giocatori sapevano di correre perché era stato ampiamente previsto. Non avrebbero mai immaginato però di dover attendere due ore negli spogliatoi, dato che in questi casi la gara viene rimandata di mezz'ora alla volta finché non ritornano le condizioni per giocare in sicurezza. È un tempo lunghissimo, che spezza il ritmo della partita e può deconcentrare, ma Koundé ha raccontato come hanno fatto a mantenere la calma: "Abbiamo vissuto la situazione con molta incertezza perché non avevamo informazioni su quando e in quali condizioni avremmo ripreso a giocare. Abbiamo cercato di rimanere in forma e attivi facendo la cyclette e gli esercizi di mobilità. Abbiamo capito che ci sarebbe voluto un po' più di tempo. Quando abbiamo saputo l'orario, abbiamo avuto il tempo di ritrovare la concentrazione, riscaldarci e ripartire".
I francesi si sono tenuti allenati negli spogliatoi, ma una volta tornati in campo hanno avuto da ridire con le condizioni del terreno di gioco. Mbappé è andato a protestare con gli addetti alla pulizia che stavano eliminando le ultime pozzanghere: alcuni tifosi lo hanno ripreso mentre discuteva con loro, dava indicazioni e calpestava il prato per testarlo visibilmente infastidito. Poi nel post partita ha spiegato il piccolo inconveniente: "La zona in cui attaccavamo era allagata, ma hanno impiegato 20 minuti a pulire la zona in cui difendevamo e non l'altra. Questo è stato uno svantaggio, avrei voluto che dedicassero lo stesso tempo alla pulizia di entrambe le zone del campo. O, se proprio dovessi scegliere, pulire la zona d'attacco e rallentare il gioco dall'altra parte (ride ndr)".
Come funziona il protocollo per i temporali
Quando le due squadre sono rientrate negli spogliatoi non sapevano a che ora avrebbero potuto rimettere piede in campo. Sono passate due ore e in tutto la partita tra Francia e Iraq è durata 3 ore e 48 minuti, un tempo record in questi Mondiali dove situazioni del genere potrebbero ripetersi nelle prossime giornate. Il protocollo è scattato proprio all'intervallo: quando compare l'avviso tutti devono cercare riparo, lasciando immediatamemnte il campo e gli spalti per mettersi al coperto dal rischio fulmini e temporali.
Quando viene attivata la procedura di sicurezza si verificano le condizioni ogni 30 minuti. Passato questo tempo si decide se prolungare la sospensione o tornare in campo, in base all'avvistamento dell'ultimo fulmine o all'intensità del temporale che a Philadelphia è durato a lungo. I giocatori non vengono avvisati in anticipo e, come in questo caso, possono trascorrere anche due ore negli spogliatoi nella più totale incertezza finché il meteo non decide di dar loro una tregua.