La vita di Guardiola oggi: “Sistemo casa a Barcellona, vivrò qui e in Medio Oriente. Il mio corpo ha sofferto”

Pep Guardiola ha scelto di fermarsi, tirare il fiato, vivere come non gli è mai riuscito finora. Se gli chiedete cosa fa oggi, la risposta vi restituisce la nuova dimensione di una persona che, dopo anni scanditi dalla routine del calcio e dalla pressione del circo mediatico, ha deciso di rallentare. "Devo solo capire come sarà la mia vita, visto che passo la maggior parte del tempo a Barcellona, dove sto sistemando casa, e poi in altri posti, in Medio Oriente e così via". A furia di correre, s'è perso il mondo circostante. Barcellona poi Manchester City, partite ogni tre giorni, vittorie e sconfitte, trofei conquistati, il campo che è molto di più dei match: stop. Il tecnico catalano ha lasciato la panchina della ricca società inglese per aprire una nuova fase della sua vita. Un racconto che s'intreccia inevitabilmente anche con l'Italia, alla luce delle ultime indiscrezioni sul colloquio con Paolo Maldini e Leonardo che sono andati fino in Catalogna per convincerlo ad accettare il progetto Nazionale (non il semplice ruolo di ct), sullo sforzo economico che la FIGC è pronta a fare (come ammesso dal presidente Malagò).
Guardiola è il grande sogno, non ancora chiuso nel cassetto, per la panchina azzurra del futuro ("chiudiamo presto", le parole del ministro Abodi). Quanto sia conciliabile con il suo stato d'animo fa parte anche dell'opera di convincimento che la nuova dirigenza azzurra ha tessuto. Quel che è certo, però, è che oggi Pep ha una priorità diversa: recuperare energie, avere maggiore cura di sé, trascorrere più tempo con i suoi cari poi chissà… "Voglio vedere molto di più i miei figli. Mio padre ha ancora 95 anni, è ancora qui. Ci sono tante cose che voglio fare".
Guardiola racconta la sua nuova vita: "Voglio prendermi cura di me"
Dopo aver lasciato Manchester, Guardiola ha spiegato di essere concentrato sulla famiglia e su una quotidianità diversa da quella vissuta negli ultimi decenni. "Uno dei motivi per cui mi sono fermato è prendermi cura di me stesso – ha ammesso -. Il mio corpo, la mia schiena hanno sofferto molto negli ultimi anni".

Un cambiamento profondo per un uomo che è sempre stato immerso nel calcio. "Da quando ero bambino nella mia piccola città era sempre calcio, calcio, calcio…. Ora sto cercando di divertirmi facendo altre cose che non ho mai fatto. Non sono più giovane, non ho 35, 37 o 40 anni. Ho già corso fino a 56. La prospettiva adesso è un po' diversa".
La Nazionale italiana aspetta Guardiola: "Se qualcuno mi vuole, tornerò"
Il nome di Guardiola resta uno dei più affascinanti per il futuro della panchina azzurra. La Federazione italiana è pronta a fare un investimento importante, ma il tecnico ha chiarito che il ritorno in panchina arriverà solo quando sentirà nuovamente il desiderio di farlo. E quando nell'intervista fatta con uno sponsor dell'ex club dice "se qualcuno mi vuole, tornerò" è quello lo spiraglio, il piede messo in mezzo alla porta che spinge alla fiducia la nuova governance del calcio tricolore. Non ha detto no, ma nemmeno sì. Si attende ancora una risposta definitiva. Messaggio chiaro: l'ambizione è rimasta intatta ma il ritmo della sua vita deve cambiare. Altrimenti… "altrimenti continuerò così".
Parole che lasciano aperto ogni scenario. Ma oggi non vuole accelerare e soprattutto desidera respirare e valutare con attenzione il prossimo passo. "L'unica cosa che so fare è giocare a calcio o allenare. Ma voglio scoprire una vita diversa, essere felice e completo anche facendo altre cose". Per la Nazionale italiana significa una cosa precisa: il sogno Guardiola resta possibile, ma è questione di sfumature che vanno ben oltre l'aspetto sportivo ed economico.