Muore a 30 anni la figlia di Silvio Baldini, Valentina: grave lutto per il CT dell’Italia

Il dolore più grande per un genitore: Valentina, la figlia di Silvio Baldini, CT a interim dell'Italia, è morta a soli 30 anni. Una tragedia familiare che ha colpito nelle scorse ore il 67enne allenatore toscano. La notizia è stata confermata da una nota del Perugia Calcio, che "esprime cordoglio e sentita vicinanza" al proprio ex tecnico.
Valentina Baldini, l'amatissima primogenita di Silvio, era disabile dalla nascita
Nata con una grave disabilità al 100%, affetta da tetraplegia, Valentina – primogenita del tecnico dell'Under 21 che è andato in panchina della nazionale maggiore nelle ultime due partite vinte contro Lussemburgo e Grecia, in attesa della nomina del nuovo CT – ha rappresentato per tutta la sua vita il motore emotivo e spirituale della vita del mister di Massa. L'allenatore ha spesso parlato di lei in interviste e conferenze con una commozione e un'onestà disarmanti, definendola la persona che ha dato un senso profondo alla sua intera esistenza.
Valentina era la figlia primogenita di Silvio Baldini e della moglie Paola, la coppia poi ha avuto anche Mattia (che lavora nello staff tecnico del padre) e Niccolò. La piccola, nata con 20 giorni di ritardo, era stata data per spacciata dai medici già in utero, con una prognosi di pochi mesi di vita. Non parlava e non camminava, e solo in età adulta si è scoperto che le mancava un cromosoma. Eppure è rimasta per i suoi genitori e i fratelli una fonte inesauribile di amore incondizionato e di lezioni di vita, tanto che Silvio l'ha sempre citata pubblicamente come esempio di felicità autentica e di accettazione. "Io la voglio così, lei sta bene così, la guardo con gli stessi occhi con cui guardo i miei giocatori", disse un paio di anni fa quando sedeva sulla panchina del Palermo.

Tutto l'amore del tecnico toscano per la figlia: "Abbiamo un letto matrimoniale un po' più grande e dormiamo sempre noi tre"
Per l'allenatore toscano, Valentina non è mai stata un peso, bensì un dono del cielo e una fonte inesauribile di amore incondizionato, capace di ridefinire le sue priorità e di fargli ridimensionare i fallimenti e le ingiustizie del mondo del pallone. Molto toccanti le parole che le ha dedicato in passato: "Valentina mi ha fatto capire cosa significhi amare incondizionatamente, così come mia moglie mi ha fatto capire cosa voglia dire costruirsi una famiglia. Avere una famiglia significa cercare di capire i problemi, soprattutto quelli di chi sta peggio e questo ci ha dato una certa unità".
E ancora, con tutto l'amore di un padre nella sua autobiografia ‘Il calcio vincente. O vinco o imparo': "I medici ci hanno sempre detto che questa bimba non avrebbe avuto una vita lunga e per questo ha sempre dormito con me e mia moglie, perché il pensiero di alzarmi e trovarla morta mi angosciava. Tutt'oggi dormiamo sempre insieme, abbiamo un letto matrimoniale un po' più grande e dormiamo sempre noi tre. Quando la notte sogna ride continuamente e se non lo fa significa che sta male, che ha l'influenza o un altro tipo di problema. Però quando sogna lei ride sempre, ride, ride, ride e la sua risata è veramente contagiosa. Quando ride, non lo fa come tutti noi, lo fa con la voce alta e quindi è una cosa strana perché ti chiedi se è sveglia, ma invece sta dormendo e continua a sognare…".