Perché si parla di favori arbitrali per l’Argentina prima della finale: i 5 episodi che fanno discutere

I sospetti sui (presunti) favoritismi arbitrali ricevuti dall'Argentina ai Mondiali avvelenano i pozzi della finale con la Spagna. La rimonta contro l'Inghilterra, al netto delle colpe di Tuchel, ha confermato il livello elevatissimo di una nazionale che ha grande qualità ed è stretta intorno al suo sciamano: Messi, il nuovo D1os, che a 39 anni sta vivendo una seconda giovinezza in Coppa per conquistare l'ultima, storica impresa della carriera. Tra tante note liete, c'è una stecca che rovina lo spartito. È rumorosa, disturbante. Alimenta altre ombre sulla gestione della FIFA dopo le polemiche (durissime) per le ingerenze del Presidente, Donald Trump, perfino negli aspetti tecnici e disciplinari.
Tra il doppio giallo negato a Enzo Fernandez contro i Tre Leoni e l'intervento di Messi contro l'Algeria (che per molti avrebbe meritato un cartellino rosso) c'è tutta la storia di proteste nei confronti dell'Albiceleste.
I cinque casi arbitrali sospetti sull'Argentina ai Mondiali
Indulgenza incomprensibile o errata interpretazione del regolamento. Nell'uno e nell'altro caso il metro di giudizio adottato dall'arbitro nei confronti di Messi è balzato subito all'occhio già durante il debutto dell'Argentina con l'Algeria: alla Pulce venne contestato l'intervento compiuto alle spalle, a piede alto, sul polpaccio di un avversario (Aissa Mandi) che non fu sanzionato nemmeno con un cartellino giallo.
Il brusio sul livello di tolleranza verso i sudamericani e, in particolare, l'ex Barcellona è aumentato dopo la sfida con l'Austria: sotto la lente è finita l'azione che ha portato alla rete del vantaggio segnata da Messi. A far discutere è un contatto al limite tra Mac Allister e Xaver Schlager che avrebbe potuto inficiare la convalida del gol: né direttore di gara né VAR ritennero vi fossero gli estremi per rivedere cosa era successo.
Gli ottavi contro l'Egitto rappresentano probabilmente l'episodio più discusso del torneo. Sotto per 1-0, Messi sbaglia un rigore e Mostafa Ziko segna il possibile 2-0 per i nordafricani contro l'Argentina. Il VAR richiama il fischietto, François Letexier: ha ravvisato un fallo in attacco su Lisandro Martinez e la rete viene invalidata. La Seleccion rimonta fino al 2-2 e nel recupero trova il gol vittoria con Enzo Fernandez. Apoteosi per i sudamericani, rabbia e proteste per gli egiziani che alzano la voce per un possibile penalty su Mohamed Salah non concesso. "Ci sono state cose strane che tutti hanno visto…", le parole del ct, Hassan, che parlerà apertamente di trattamento di favore per gli argentini.
Quarti di finale, altro "aiutino". L'Argentina è superiore alla Svizzera ma durante il match succede qualcosa che sbilancia ulteriormente i rapporti di forza. L'arbitro João Pinheiro ammonisce inizialmente Leandro Paredes, ma il VAR interviene per un errore di identificazione. Dopo la revisione, il direttore di gara cancella l'ammonizione per l'argentino e ne infligge un'altra a Breel Embolo per simulazione (fuori per doppio giallo). Una decisione che scatena critiche e un richiamo all'applicazione del protocollo IFAB.

La semifinale vinta contro l'Inghilterra non è esente da veleni anche per i "trucchi sporchi" denunciati dai britannici. Dopo nemmeno 3 minuti Enzo Fernandez rifila un colpo sul collo ad Anderson: le immagini sembrano evidenziare l'intenzionalità del gesto compiuto alle spalle dell'avversario e senza alcuna possibilità di raggiungere il pallone. Perché non è stato punito nemmeno col giallo? È la stessa domanda che sorge rispetto a un altro intervento dello stesso Fernandez su Bellingham nella fase calda della partita. Avrebbero meritato entrambi il cartellino giallo: il primo per comportamento antisportivo, il secondo per imprudenza.