La vera storia della foto di Messi che fa il bagnetto a Yamal, il fotografo: “È stata difficilissima”

"Beh, sono cresciuto un po', e anche Leo. Spero di poter affrontare Lionel Messi in finale, visto che non ci siamo riusciti nella Finalissima". Con queste parole, pronunciate in una recente intervista a DAZN, Lamine Yamal ha commentato la fotografia che da anni continua a emozionare il mondo del calcio: lui, ancora in fasce, tra le braccia di Lionel Messi.
Quello che allora era soltanto un servizio fotografico benefico organizzato dal Barcellona per un calendario UNICEF si è trasformato, con il passare degli anni, in una delle immagini più iconiche della storia del calcio. Nel 2007 Messi aveva appena 20 anni, era già considerato il talento destinato a raccogliere l'eredità dei grandi campioni blaugrana, ma era ancora lontano dal diventare la leggenda che tutti conoscono. Dall'altra parte c'era un bambino di appena otto mesi, Lamine Yamal, destinato a diventare uno dei più grandi talenti della sua generazione.
La storia dietro la foto di Messi che fa il bagnett a Lamine Yamal nel 2007
La storia iniziò quasi per caso. La famiglia di Lamine Yamal, residente a Mataró, vinse una lotteria organizzata dall'UNICEF che permetteva ad alcune famiglie di partecipare al servizio fotografico insieme ai giocatori del Barcellona. La madre del futuro campione, Sheila Ebana, originaria della Guinea Equatoriale, e il padre Mounir Nasraoui, marocchino, portarono così il piccolo Lamine al Camp Nou senza immaginare che quel momento sarebbe entrato nella storia.
A ricordare quei minuti è il fotografo Joan Monfort, autore dello scatto, che all'Associated Press ha raccontato: "Stava uscendo dallo spogliatoio e all'improvviso si è ritrovato in un altro spogliatoio con una bacinella di plastica piena d'acqua e un bambino dentro".

Messi, che allora non era ancora padre, si trovò in una situazione del tutto nuova. "Era complicato. All'inizio non sapeva nemmeno come tenerlo in braccio. È stata difficilissima", ha ricordato Monfort, sottolineando la naturale timidezza del fuoriclasse argentino.
Lo stesso fotografo aveva già raccontato all'agenzia EFE quanto fosse speciale quello scatto: "Non c'è somma di denaro che possa comprare una foto come questa".
Anche la scelta del piccolo Lamine fu frutto del destino. "Il caso li ha fatti incontrare; la foto avrebbe potuto essere con un altro giocatore, ma è stata scattata con Leo. Sicuramente, se la famiglia del bambino avesse potuto scegliere, la foto sarebbe stata con Ronaldinho, Xavi o Iniesta", ha spiegato Monfort.

Il fotografo ha poi ricordato nel dettaglio la preparazione del servizio: "Lo sfondo bordeaux, le luci per illuminare lo spazio, volevo inquadrare la scena in modo da avere tutto più o meno sotto controllo. C'è un momento in cui appare Messi e incontra un bambino. Messi avrebbe avuto 20 anni, il bambino 8 mesi. Era sicuramente il primo bambino che Leo avesse mai tenuto in braccio e, naturalmente, l'interazione tra loro era complicata".
Il fotografo Monfort: "Era complicato. All'inizio non sapeva nemmeno come tenerlo in braccio"
Per anni quelle immagini rimasero praticamente sconosciute. Tutto cambiò nell'estate del 2024, quando il padre di Yamal le pubblicò su Instagram mentre il figlio stava conquistando l'Europa con la maglia della Spagna. La didascalia, "l'inizio di due leggende", fece il giro del web e trasformò quella fotografia in un simbolo del passaggio di testimone tra due generazioni.
Monfort ha confessato di non aver nemmeno realizzato, fino a quel momento, chi fosse diventato quel bambino: "È davvero emozionante essere associato a qualcosa che ha suscitato tanto scalpore", ha raccontato. "A dire il vero, è una sensazione davvero piacevole".

Oggi quella fotografia assume un valore ancora più straordinario. I suoi due protagonisti si ritroveranno infatti uno contro l'altro nella finale dei Mondiali 2026: da una parte Lionel Messi, ancora leader dell'Argentina e deciso ad arricchire ulteriormente una carriera irripetibile; dall'altra Lamine Yamal, il talento che molti considerano già il futuro del calcio mondiale e che sogna di conquistare il suo primo titolo iridato proprio sfidando il campione che lo teneva in braccio quando aveva appena otto mesi.
Una coincidenza che sembra uscita da un film, ma che il destino ha trasformato in realtà: prima una fotografia diventata iconica, ora novanta minuti che possono consegnare definitivamente il testimone tra due epoche del calcio.