Giovanni Galeone, 80enne ex allenatore nonché a tempo perso filosofo partenopeo che ne ha viste di ogni in carriera, è come noto il mentore – tra gli altri – di Massimiliano Allegri: i due si sono incrociati per la prima volta a Pescara nel lontano 1991, e da lì è nata una solida amicizia che dura tuttora.

È dunque normale che Galeone sia interpellato spesso da chi vuole sapere dove, come e quando tornerà in panchina Allegri, pertanto la sua apertura sul possibile ritorno alla Juventus non è da sottovalutare: "Se me lo aveste chiesto un anno fa l’avrei escluso. Ora no".

Da profondo conoscitore del calcio, l'ex tecnico ormai in pensione peraltro sa benissimo che – qualora accettasse – il suo amico Max troverebbe una Juve profondamente diversa da quella che ha lasciato, in primis in termini di rosa. Emblematiche in tal senso le lacune sottolineate – in maniera anche impietosa – alla ‘Gazzetta dello Sport'.

"Il problema è che manca l'identità di gioco. Prima c'era lo spirito Juve, Max aveva capito che la BBC non poteva più essere la risposta. Chiellini non può più giocarle tutte e a sinistra né De Ligt né Bonucci vanno bene: possibile che una società che spende tanto non veda che quando manca Chiellini non c'è un centrale di sinistra? Lo ha dovuto fare Alex Sandro, povero disgraziato".

Galeone fa capire che il calcio di Allegri si sostanziava di altri nomi, a lungo sottovalutati, se non ferocemente criticati. Adesso anche per loro, forse, il giudizio della storia (calcistica) dice altro.

"Se notate da quando è andato via Max i primi a essere ceduti sono stati uomini che lui faceva giocare sempre: Matuidi, di cui era innamorato, Khedira, professore di calcio, che non sbagliava un movimento o un inserimento, Emre Can. Probabilmente avrebbe fatto altre scelte, anche se Ramsey, Arthur, Rabiot non sono da discutere. Il problema è schierarli al meglio, definire un modo di stare in campo. Pirlo per ora non ci è riuscito. Ha fatto un po' di fatica, all'inizio come tutti anche per colpa del Covid. Però lui è ancora molto giocatore".

Galeone non nasconde che Allegri o non Allegri, è la rosa della Juventus il problema cui andrà messa mano in estate: "A fine stagione andranno fatte delle scelte decisive per dare un nuovo profilo alla Juve, se vuole arrivare a questa benedetta Champions". E certamente anche Allegri non accetterebbe un nuovo mandato bianconero senza avere le adeguate garanzie in tal senso.