Romelu Lukaku sarebbe potuto andare a giocare per Antonio Conte due anni prima di quanto è accaduto. E l'avrebbe potuto fare al Chelsea quando il tecnico pugliese intraprese l'avventura in Premier con grande determinazione e successo (vincendo campionato e FA Cup). Purtroppo, restò solo un paio di stagioni, prima del divorzio rumoroso con Abramovich per approdare oggi in nerazzurro dove si è tolto subito una delle soddisfazioni maggiori: dimostrare che Lukaku sia un giocatore che può fare la differenza.

A rivelarlo è stato lo stesso Antonio Conte in una intervista esclusiva rilasciata al Telegraph in cui ha ripercorso i sue due anni a Londra, tra alti e bassi, incomprensioni e successi: "Mi spiace aver chiuso anzitempo quell'avventura perché avevo stretto un rapporto immediato con giocatori e tifosi. Ma la mia missione nel calcio inglese non è finita: quando concluderò il ciclo all'Inter tornerò in Inghilterra, mi manca quel calcio e quella mentalità".

Lukaku, il giocatore che Conte ha sempre voluto

L'Inter, dove oggi sta costruendo ciò che al Chelsea si era interrotto, con l'aggiunta di poterlo fare con gli uomini richiesti, come Romelu Lukaku: "Poteva arrivare a Londra, lo avevo richiesto ma non mi ascoltarono. Sapevo già allora che si trattava di un giocatore capace di diventare decisivo. Se mi avessero ascoltato non avrebbe patito le delusioni di Manchester. Oggi, all'Inter in una stagione e qualche mese ha confermato ciò che pensavo: è migliorato e può ancora farlo".

Lukaku come simbolo di riscatto verso Abramovich e chi non ha creduto fino in fondo nel progetto Conte: "Al Chelsea abbiamo fatto qualcosa di importante anche perché non arrivavamo da un mercato straordinario. Volevo Lukaku e van Dijk, arrivarono Kantè, Alonso e David Luiz. Poi ci fu la questione con Diego Costa. Qui all'Inter stiamo preparando il terreno per  un progetto che duri, sono arrivato dopo che da 10 anni non si vince nulla e ci vuole tempo.

Romelu è un giocatore incredibile e ha molto spazio per migliorare. In un anno all'Inter è migliorato molto perché vuole imparare e credo di essere un buon insegnante. Ma può continuare a migliorare per diventare uno dei migliori attaccanti del mondo

Un punto dallo scudetto e finale di Europa League: bilancio positivo

Nel segno di Lukaku, ma non solo: la realtà nerazzurra per Antonio Conte è al momento tutto ciò che conta, il resto non è assolutamente importante: "E' ciò che chiedo a chi gioca per me: il club in cui militi dev'essere la tua priorità sempre e comunque. Noi all'Inter stiamo facendo bene: per finire un punto dietro la Juventus, giocare la semifinale di Coppa Italia e poi giocare la finale di Europa League, al debutto ritengo semplicemente sia stata una grande stagione. Il nostro progetto? E' solo all'inizio e stiamo creando le basi, le fondamenta, per dare a questo club la possibilità di rimanere al massimo livello ed essere competitivo per provare a vincere qualcosa in ogni stagione"