"E se ne vaaaaa… la capolista se ne va". Il video che arriva dallo spogliatoio del Crotone mostra la gioia comprensibile dell'Inter che, grazie alla vittoria in Calabria, ha messo in tasca lo scudetto. Le manca solo l'avallo della matematica, che potrebbe arrivare nella giornata di domenica. Manca pochissimo, davvero. Ma è solo questione di numeri, virtualmente la squadra di Antonio Conte è già campione d'Italia: per esserlo già domani l'Atalanta non deve vincere contro il Sassuolo. Non c'è avversario che possa più sbarrarne il passo. Serve solo avere pazienza, il traguardo è lì.

Basta allungare la mano, fare cose semplici e lasciare che il calendario, il campo emettano il verdetto tanto atteso. Undici anni dopo l'epopea del triplete con Mourinho i nerazzurri cuciono sula maglia quel titolo che per ben 9 stagioni consecutive è stato appannaggio della Juventus.

"Siamo riusciti a fare cadere un regno", sottolinea il tecnico salentino in conferenza stampa. Vi arriva con un filo di voce, con addosso la tuta che ha dovuto vestire dopo l'euforia, la gioia pazzesca, l'esultanza urlata a squarciagola assieme ai calciatori. "E se ne vaaaaa… la capolista se ne va", Conte lo ha scritto negli occhi e in quel sorriso sornione che ha stampato in viso. Sono già 82 i punti conquistati finora, gli stessi dello scorso campionato. E non è ancora finita.

I numeri non dicono tutto ma rende bene l'idea della cavalcata verso la vetta completata dopo aver sorpassato (anche) il Milan nella corsa scudetto. La statistica è precisa dopo il colpo allo Scida: indipendentemente dai risultati delle avversarie, per conquistare lo scudetto all'Inter basta 1 punto nelle prossime quattro giornate (Sampdoria, Roma, Juventus e Udinese). Anche in caso di arrivo a pari punti con l'Atalanta (83) è in vantaggio nel bilancio degli scontri diretti (1-1 a Bergamo e 1-0 per la squadra di Conte a San Siro).