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Come sarebbe la classifica della Serie A oggi senza errori arbitrali: cambia il 1° posto

L’analisi sulla graduatoria esatta in campionato è stata effettuata vagliando tutte le situazioni controverse che hanno caratterizzato i match finora disputati e che hanno arrecato danno o beneficio, tralasciando quelle che non hanno condizionato in alcun modo il risultato finale.
A cura di Maurizio De Santis
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Come sarebbe la classifica di Serie A 2025-2026 ripulita dagli errori arbitrali? Chi sarebbe in testa al campionato al netto dell'ingerenza del VAR e delle sviste riconosciute da moviole e addetti ai lavori? È solo un gioco ma il calcolo restituito dall'intelligenza artificiale di "Gemini" cambia qualcosa rispetto alla classifica reale, quella ufficiale e dettata dai risultati maturati in campo, che sono l'unico parametro a contare davvero. L'analisi è stata effettuata adottando come parametri da valutare tutte le situazioni controverse che hanno caratterizzato i match finora disputati e che hanno arrecato danno o beneficio, tralasciando quelle che non hanno condizionato in alcun modo il risultato finale: dalle mancate espulsioni fino alla concessione (o meno) dei rigori, ai gol convalidati/annullati e quant'altro abbia contribuito a determinare incongruenze.

La classifica di Serie A senza errori arbitrali secondo l'intelligenza artificiale

In vetta c'è (ci sarebbe) anche il Napoli, che ancora schiuma rabbia per il rigore concesso al Verona (mani di Buongiorno provocato dal fallo subito dall'avversario). Quanto alla rete annullata a Hojlund, da regolamento è ineccepibile, considerando immediatezza del tocco e vantaggio sfruttato dal calciatore che smentiscono anche la versione di Antonio Conte ("avrebbe dovuto tagliare il braccio?"). Ma c'è qualcosa che fa discutere: un tocco di mano poco chiaro, quasi impercettibile, che il calciatore ha addirittura smentito d'aver commesso, difendendo pubblicamente la propria onestà attraverso una breve clip condivisa sui social. Il saldo "virtuale" dei partenopei sarebbe di 40 punti, +2 rispetto a quelli attuali.

E l'Inter? Per un complicato intrigo di episodi controversi avrebbe 40 e non 42 punti, ritrovandosi lassù a pari merito con gli azzurri, a +3 sul Milan che nella legge della compensazione numerica effettuata dal "cervellone" artificiale, che tutto aggrega e tutto valuta, è terzo con 37 punti (-1 nel confronto con la situazione reale). A chiudere la zona Champions c'è la Juventus che risulta penalizzata dagli arbitri e, secondo la stima effettuata, dovrebbe essere a 37 e non a 36. Quanto a Roma e Como che sono immediatamente dietro ai bianconeri nel rapporto dare/avere sembrano sostanzialmente in equilibrio.

  • 1. Inter 40 (42,-2)
  • 2. Napoli 40 pt (38, +2)
  • 3. Milan 37 (38, -1)
  • 4. Juventus 37 (36, +1)
  • 5. Roma 36 (36, =)
  • 6. Como 33 (33, =)
  • 7. Lazio 29 (25, +4)
  • 8. Bologna 28 (26, +2)
  • 9. Atalanta 26 (28, -2)
  • 10. Sassuolo 24 (23, +1)
  • 11. Torino 24 (23, +1)
  • 12. Udinese 23 (25, -2)
  • 13. Cremonese 20 (21, -1)
  • 14. Cagliari 19 (18, +1)
  • 15. Lecce 18 (17, +1)
  • 16. Parma 17 (18 -1)
  • 17. Genoa 15 (15, =)
  • 18. Verona 12 (13, -1)
  • 19. Pisa 12 (11, +1)
  • 20. Fiorentina 11 (13, -2).

Qual è la squadra più penalizzata e che merita una graduatoria migliore

La 19ª giornata, che ha chiuso il girone di andata, ha lasciato strascichi polemici pesanti, soprattutto dopo il pareggio contestato tra Lazio e Fiorentina. Diciamolo subito, la squadra che sta messa peggio, quella che è stata letteralmente "bastonata" dalle (in)decisioni dei fischietti è proprio quella di Sarri che ha un saldo negativo di almeno 4 punti. E le altre come stanno messe? Secondo i ragionamenti dell'intelligenza artificiale fanno bene a storcere il muso Bologna, Sassuolo, Torino, Cagliari, Lecce. Mentre laggiù, in piena zona retrocessione, la Viola dovrebbe essere addirittura ultima.

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Il club di Lotito è l'unico nel massimo campionato ad aver preso una posizione ufficiale con un comunicato che è sembrato un attacco frontale all'attuale classe (e ai suoi vertici) arbitrale italiana. "Se pensano siamo in malafede, sono il primo a dimettermi", ha esclamato di recente il designatore, Rocchi. Parole che da più parti hanno fatto sogghignare un bel po' di dirigenti, allenatori, calciatori, addetti ai lavori che di sottecchi ne dicono di cotte e di crude. Ed è la riprova che a pensar male si fa peccato ma non troppo, considerato il contesto caotico generale e la libera estensione interpretativa di un regolamento che presenta zone grigie. Il resto è noia, chiacchiere da bar che rientrano nel corredo accessorio delle polemiche che hanno scandito (anche) le ultime settimane.

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