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22 Settembre 2022
12:38

Che fine ha fatto Federico Chiesa? Doveva restare fermo 7 mesi, ne sono trascorsi 9 dall’operazione

La rieducazione del crociato al ginocchio sinistro doveva durare 7 mesi, ma ancora oggi Federico Chiesa appare lontano dal rientro. La precauzione totale è dettata da un precedente che non si vuole ripetere.
A cura di Alessio Pediglieri
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Federico Chiesa è ancora lontano dal rientro effettivo nella Juventus. Sono passati nove mesi dall'intervento chirurgico, obbligato per la ricostruzione completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro e tutti attendono di capire quando potrà ritornare a disposizione di Allegri e di una squadra che sta soffrendo oltremodo l'assenza di diversi giocatori chiave. Ma c'è una motivazione concreta dietro a questa assenza prolungata oltre ogni attesa.

Quando lo scorso 23 gennaio si decise per l'operazione, seguendo i primi esami successivi e la riabilitazione, si era concordato che sarebbe stato necessario un periodo lungo lontano dai campi, di circa sette mesi. Oggi ne sono trascorsi molto di più, il lavoro dell'ex Fiorentina continua ma pervade la massima cautela attorno al suo recupero totale e nemmeno i recenti problemi all'interno della Juventus sembrano poter accelerare quanto emerge dai controlli medici: Federico Chiesa si rimetterà a disposizione, gradualmente, solamente al rientro della pausa per le Nazionali.

Un calvario lunghissimo e quasi infinito per un giocatore che era entrato immediatamente negli schemi bianconeri dando quel supporto offensivo necessario per la squadra e per i compagni di reparto. Poi, il buio, il 9 gennaio, durante Roma-Juventus: dopo un contatto duro con Smalling, aveva provato a restare in campo per poi gettare la spugna, lasciandosi cadere a terra stringendosi il ginocchio sinistro. La prima diagnosi, distorsione, ha via via lasciato spazio a quella più drammatica della lesione al crociato, che ha portato all'operazione.

Il momento dell’infortunio di Federico Chiesa contro la Roma: era il 9 gennaio 2022
Il momento dell’infortunio di Federico Chiesa contro la Roma: era il 9 gennaio 2022

Un impatto devastante per il giocatore e per la Juventus: Chiesa ha saltato tutta la parte più delicata e importante della scorsa stagione che si è conclusa per i bianconeri con un anno "senza titoli" ed è rimasto forzatamente assente anche in questo turbolento avvio, dove la squadra e il tecnico stanno sprofondando sotto le feroci critiche di stampa e tifosi. Ma ha anche dovuto salutare la Nazionale di Roberto Mancini, osservando tristemente da fuori l'epilogo sconcertante della mancata qualificazione ai Mondiali, impotente ancora oggi, dove a Nations League rappresenta più di un semplice torneo, con un'Italia in difficoltà, tra altre assenze e una oramai cronica difficoltà in zona goal.

Le sensazioni sembravano più positive della realtà di oggi. A marzo Federico Chiesa esaltava i cuori bianconeri presentandosi senza stampelle, poi qualche post sulle sue progressioni tra palestra e cyclette, fino all'ultimo post sul proprio profilo Instagram, in cui lo si vede trotterellare da solo sul prato, risalente a maggio. Poi, il silenzio.

Ma perché la riabilitazione sta durando molto più del previsto? La risposta si cela proprio in quell'infortunio del 9 gennaio. Federico Chiesa era appena rientrato da un altro stop, che lo aveva colpito alla gamba sinistra. Contro il Napoli, dove aveva trovato il gol del pareggio per la Juventus, si era ripresentato in campo dopo essere rimasto fermo in infermeria per oltre un mese a causa di una lesione del bicipite femorale della coscia sinistra, che aveva rimediato a fine novembre nel match di campionato contro l'Atalanta. Proprio quel precedente problema avrebbe poi causato l'attuale: la recidiva e il pericolo di una ennesima ricaduta ha così portato oggi alla massima attenzione da parte dello staff medico bianconero che lo ridarà ad Allegri unicamente in condizioni perfette.

L'importanza di Chiesa nella Juventus e per Allegri è stata manifestata dallo stesso tecnico in svariate occasioni e confermata dai fatti, inserendo il giocatore nella lista consegnata all'Uefa per la Champions League. Malgrado si sapesse la quasi certa impossibilità di averlo, un posto è stato riservato a lui, mentre il countdown di rientro continua. Se è vero che fra una settimana si ripresenterà agli allenamenti per i primi test sul campo, bisognerà attendere ancora per vederlo in una gara ufficiale. Non prima del 2023, dopo l'altra lunga pausa stagionale dopo i Mondiali: a quel punto sarà trascorso un anno dall'infortunio contro la Roma, un tempo necessario e sufficiente per riprendersi la Juventus, nella speranza di ritrovarla in acque totalmente diverse dalle attuali.

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