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La Rai valuta se far restare Ranucci a Report, l’ipotesi è che possa sostituirlo Massimo Giletti

Il futuro di Sigfrido Ranucci alla guida di Report resta al centro delle valutazioni della Rai. Se il giornalista dovesse lasciare il programma, tra i nomi in corsa spunta anche quello di Massimo Giletti.
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Il futuro di Report torna al centro delle indiscrezioni che riguardano la Rai. Mentre prosegue l'indagine del comitato etico sui rapporti tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, secondo Il Fatto Quotidiano l'azienda starebbe valutando anche gli scenari per un eventuale cambio alla conduzione dello storico programma di Rai3. Tra i nomi emersi, a sorpresa, c'è quello di Massimo Giletti. Una parte dell'azienda spingerebbe per un cambio di conduzione, mentre l'amministratore delegato Giampaolo Rossi ha già ribadito che "Report è un brand della Rai, che continuerà a prescindere da chi sarà il conduttore". Anche il direttore dell'Approfondimento Paolo Corsini, nelle scorse settimane, aveva dichiarato che il programma "va avanti con o senza Ranucci".

L'ipotesi della sostituzione interna: il precedente di Chi l'ha visto?

Se da una parte tra i nomi emersi c'è quello di Giletti, all'interno della Rai non tutti vedrebbero con favore l'arrivo di un conduttore esterno. Un precedente recente è quello di Chi l'ha visto?, dove, dopo settimane di indiscrezioni sul futuro della trasmissione e qualche rifiuto illustre, la Rai ha scelto di affidare il programma a una figura cresciuta all'interno della redazione, la storica inviata Raffaella Griggi. La giornalista ha parlato di una scelta vissuta con grande responsabilità, sottolineando che "nessuno sostituisce nessuno", mentre Corsini ha spiegato che la decisione punta a garantire continuità con il lavoro portato avanti da Federica Sciarelli, valorizzando al contempo il lavoro della redazione. Uno schema che potrebbe essere replicato anche per Report: qualora Ranucci lasciasse il programma, la Rai potrebbe puntare su uno dei suoi volti storici. In quest'ottica, tra i profili che vengono accostati a un eventuale dopo Ranucci c'è anche quello di Giorgio Mottola, tra gli inviati simbolo della trasmissione.

Le tensioni tra Ranucci e Giletti: il caso Maria Rosaria Boccia

Più suggestiva l’ipotesi di un avvicendamento con Giletti che assumerebbe inevitabilmente un significato simbolico, anche in considerazione degli attriti che hanno contrapposto i due giornalisti negli ultimi mesi. Lo scorso febbraio, durante una puntata di Lo stato delle cose, furono mostrate alcune chat tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia relative alla presunta "lobby gay di destra", cosa che diede vita a un duro botta e risposta tra colleghi simbolo della stessa rete. Giletti contestò pubblicamente Ranucci anche sul tema delle fonti e dei rapporti con figure controverse come Valter Lavitola, mentre il collega replicò accusandolo di alimentare polemiche e di utilizzare la vicenda per fare ascolti. Un confronto che rende ancora più significativo il fatto che oggi proprio il nome di Giletti venga accostato alla possibile successione alla guida della trasmissione d'inchiesta di Rai3.

Sigfrido Ranucci aveva già smentito a Fanpage.it l'uscita da Report

Solo pochi giorni fa Fanpage.it aveva contattato direttamente Ranucci dopo la diffusione delle indiscrezioni secondo cui sarebbe stato sospeso dalla conduzione di Report e sostituito da Mottola. Il giornalista aveva liquidato quelle voci senza lasciare spazio a interpretazioni: "Che io sia fuori da Report è falso. Lo hanno già smentito Corsini e Spadafora. A breve arriverà una smentita del Cdr anche a nome del direttore". Da allora la situazione si è evoluta, ma senza che siano state ancora prese decisioni ufficiali: sul tavolo della Rai continuano a circolare ipotetici scenari ma il futuro della trasmissione di inchieste di Rai3, in tema di conduzione, è ancora apertissimo.

Perché Report deve restare un brand di punta per la Rai, chiunque lo conduca

L’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha definito Report "un brand della Rai" – uno di quelli da tutelare a ogni costo, aggiungiamo noi – non a caso. Nato nel 1997, il programma è diventato negli anni uno dei marchi più riconoscibili del servizio pubblico e un punto di riferimento del giornalismo d'inchiesta televisivo. La sua forza è sempre stata quella di costruire un'identità che va oltre il nome del conduttore, pur mantenendo riconoscibile la linea editoriale. Lo dimostra il passaggio di testimone del 2017, quando dopo l'addio di Milena Gabanelli la conduzione passò a Ranucci senza snaturare il format. È proprio questa la sfida che la Rai si troverebbe ad affrontare in caso di un nuovo cambio: sostituire un volto simbolo senza intaccare la credibilità di uno dei programmi più rappresentativi dell'informazione di Viale Mazzini.

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