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Carolina Marconi dopo il tumore: “Accusata dai politici di esagerare, ma in gioco c’è la mia vita”

Carolina Marconi guarita dal cancro torna a parlare della legge sul diritto all’oblio per gli ex malati oncologici. “10 anni sono troppi, 10 anni dopo i quali ti restituiscono la libertà”. Racconta di essere stata contattata per fermare la sua battaglia: “Mi dicono che non devo influenzare la gente, ma è facile parlare da una scrivania”.
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A cura di Giulia Turco
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Carolina Marconi torna a parlare della sua malattia via social, ma lo fa a proposito della proposta di legge sul diritto all’oblio oncologico, una battaglia per la quale si sta spendendo da mesi. Lo scorso 3 luglio è stata approvata alla Camera la proposta che permetterebbe ai malati oncologici di recuperare i propri diritti dopo 10 anni dalla guarigione dal cancro.

Carolina Marconi vorrebbe che la legge sull'oblio oncologico venisse rivista

Già ospite di Verissimo da Silvia Toffanin, Carolina Marconi ha parlato della questione del diritto all’oblio oncologico nel seguitissimo salotto di Canale 5 illustrando il suo punto di vista. “Voi sapete che mi batto da tempo per la legge per il diritto all’oblio oncologico, ovvero la possibilità per noi ex malati oncologici di recuperare tutti i nostri diritti. Forse in tanti non sanno che, una volta guariti, non abbiamo il diritto di accedere a molti servizi come un mutuo, un prestito, l’adozione, l’assicurazione”, si sfoga in un post sui social a distanza di pochi giorni dall’intervista. Dopo 10 anni ti restituiscono la dignità, sei libero, ti riprendi finalmente in mano la tua vita”. Dieci anni perché i malati posano vedere riconosciuti i propri diritti, però, sono troppi. Ecco perché secondo la showgirl la proposta di legge dovrebbe essere rivista e gli anni dovrebbero essere diminuiti a cinque.

Sui social racconta la telefonata che l'ha turbata

Le sue parole hanno suscitato la reazione da parte di qualcuno che l’avrebbe contattata chiedendole smettere di ostacolare l’iter della legge che, se non dovesse essere approvata in Senato, rischierebbe di tardare notevolmente i tempi della sua approvazione. “Ho ricevuto questa chiamata che mi ha turbato molto”, ha spiegato Carolina. “Sono stata contattata da questa persona che mi ha chiesto di non pubblicare più nulla sui social per non influenzare la gente, perché la legge deve passare così com’è. Io non ho questo potere, ma nessuno mi può dire di rimanere in silenzio”, ha continuato. “Sono stata accusata anche da alcuni politici nelle loro interviste: hanno detto che i miei post su Instagram sono esagerati. Facile parlare così seduti dietro una scrivania. E’ in gioco la nostra vita. Noi soffriamo ora”.

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