
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si è conclusa con l'annuncio della classifica provvisoria. Durante la serata, l'omaggio a Pippo Baudo e a Peppe Vessicchio sul palco poi è arrivata Gianna Pratesi, 105 anni, una delle prime donne a votare in Italia nel 1946. Sul palco con Carlo Conti Laura Pausini, co-conduttrice per tutte e cinque le serata, e Can Yama. Applausi e standing ovation per il super ospite Tiziano Ferro che ha festeggiato i 25 anni di Xdono, poi il pubblico ha ballato con Max Pezzali dalla nave Costa Toscana, infine l'incontro tra i due Sandokan Kabir Bedi e Can Yaman.
La classifica della prima puntata: Arisa, Ditonellapiaga, Fulminacci, Fedez Masini e Serena Brancale

Ecco la classifica della prima puntata. Vengono mostrate solo le prime cinque posizioni in ordine sparso. Nelle prime cinque posizioni ci sono: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini.
Che cosa ha detto Laura Pausini su Sal Da Vinci dietro le quinte: il mistero della frase
Ma cosa dice Laura Pausini dietro le quinte mentre Sal Da Vinci si prende la standing ovation del Teatro Ariston? Per alcuni utenti su X avrebbe detto "Lui si droga", ma se ascoltate con attenzione, potrete serenamente scoprire da soli che in realtà ha detto "hai visto che roba?".
Francesco Renga, animale sanremese con Il meglio di me

Francesco Renga è la quota sicura, quell'artista che sai che al Festival di Sanremo c'è sempre e che, in fondo, non delude mai. Un animale sanremese, si direbbe. Il meglio di me non si discosta da questo assioma.
Leo Gassmann canta Naturale: Roma d'agosto sembra l'Antartide è la frase da segnare

"Roma d'agosto sembra l'Antartide". Uno dei versi più interessanti di questa Naturale di Leo Gassmann che confeziona un brano che pare starci bene dentro in mezzo ai trenta.
Maria Antonietta e Colombre, sfizioso synth pop con La felicità e basta

Un omnichord, una chitarra, e una canzone che prende in giro l'industria della felicità patinata con una leggerezza che nasconde denti affilati.
Maria Antonietta e Colombre portano all'Ariston un synth pop che non ti aspetti — frizzante, ironico, costruito su testi che citano supermodelle con la pelle splendida e popstar sorridenti in Valentino per smontarle dall'interno. "La felicità e basta" è una piccola rapina ai danni dell'ottimismo da Instagram, un pezzo che dice che la felicità non si guadagna seguendo i consigli di chi la vive sui Caraibi in bikini — ce la si prende, e basta.
Bambole di pezza e "Resta con me": rock con il cuore a Sanremo

"Sono una donna che non guarda in faccia niente." L'attacco è già un manifesto.
Le Bambole di pezza salgono sul palco con due chitarre, un basso e una batteria, e portano all'Ariston un rock che non si scusa di essere tale. "Resta con me" è dinamica, spigolosa nei bordi giusti, costruita per essere suonata forte — e infatti l'orchestra si scatena insieme alla band in un'alchimia che non era scontata ma funziona.
"L'unica certezza sono le canzoni" — un'altra frase che dice tutto su chi sono e da dove vengono. Niente pose, niente calcoli: solo il palco e la musica, nel modo più diretto possibile.
In una serata dominata dalle ballate, il rock delle Bambole di pezza arriva come una ventata d'aria. L'Ariston risponde con energia. Meritato.
I favoriti alla vittoria del Festival di Sanremo secondo i bookmaker
Ma chi sono i favoriti alla vittoria finale del Festival di Sanremo secondo i bookmaker? A bocce ferme, prima della partenza della prima puntata i quotisti collocavano in testa Serena Brancale, favorita tra 2.80 e 3.50. Una forbice leggermente maggiore per Fedez e Marco Masini, con quote che si spingono fino a 6 volte la posta. Una fascia simile per Tommaso Paradiso, con quote che si spingono fino a 9 volte la posta e lo stesso dicasi per Arisa e per Nayt. Curiosa la posizione di Sal Da Vinci: quota 33, ma dal plebiscito riservato dal pubblico dell'Ariston questa sera non si direbbe.
Chiello e "Ti penso sempre": rock all'Ariston, con un cambio di scaletta dell'ultimo minuto

Nota di regia prima ancora di parlare della canzone: Chiello anticipa le Bambole di pezza, cambio di scaletta dell'ultim'ora. Non è la prima volta stasera — già Serena Brancale aveva anticipato Nayt in precedenza. Una serata che corre veloce, evidentemente, richiede qualche aggiustamento in corsa.
Sul palco Chiello porta una ballata rock che stona — nel senso buono — con il filo melodico della serat
Enrico Nigiotti torna a Sanremo con Ogni volta che non so volare

Enrico Nigiotti conosce questo palco e il palco lo conosce. "Ogni volta che non so volare" arriva con quella malinconia calibrata che è da sempre la sua cifra — canzone che parla di fragilità senza compiacersene, di cadute senza autocommiserazione. La voce tiene anche se l'emozione c'è.
Tredici Pietro, errore tecnico: non funziona il microfono, costretto a ripartire da capo

Durante l'esibizione di Tredici Pietro, il figlio di Gianni Morandi, c'è un problema tecnico: il microfono non va. Poi ci si ferma, si cambia il microfono e Tredici Pietro riparte.
Gianni Morandi da qualche parte starà trattenendo il respiro. E poi avrà espirato, lentamente, con il sorriso di un padre che sa che il figlio ha retto.
Sal Da Vinci torna a Sanremo, il pubblico lo accoglie intonando Rossetto e Caffè e lui ricorda Vincenzo D'Agostino

Sal Da Vinci torna dopo anni in gara a Sanremo con "Per sempre sì", un pezzo annunciato come aspirante tormentone di questa edizione, che conferma le aspettative della vigilia. Il pubblico lo accoglie sul palco intonando la sua Rossetto e caffè, quella canzone scritta da Vincenzo D'Agostino, scomparso pochi giorni fa. Sal Da Vinci lo ricorda dopo la sua esibizione.
Eddie Brock canta Avvoltoi, è il suo esordio a Sanremo

L'esordio a Sanremo di Eddie Brock con Avvoltoi è di quelli che si fanno notare per una certa assonanza con le atmosfere che avevano caratterizzato la canzone vincente dello scorso anno, quella Balorda Nostalgia di Olly che poi aveva trionfato. Toccherà capire quale posizionamento toccherà al cantante romano quest'anno, ma è ancora troppo presto per poterlo immaginare.
Malika Ayane con Animali notturni richiama Figli delle stelle

Malika Ayane sale sul palco con una chitarra, delle bottiglie di vetro come strumenti percussivi, e una canzone che sa di notte fonda. "Animali notturni" ha nell'aria qualcosa che richiama "Figli delle stelle" di Alan Sorrenti — quella stessa atmosfera sospesa, notturna, leggermente cosmica.

Nayt e l'esordio a Sanremo con Prima che

Nayt porta il suo mondo sul palco dell'Ariston. "Prima che" è rap nella forma, ma costruito per reggere la platea di Sanremo — c'è una struttura melodica che tiene, un ritornello che si aggrappa.
Kabir Bedi e Can Yaman: i due Sandokan si incontrano sull'Ariston

Cinquant'anni separano le due tigri della Malesia. E stasera si trovano faccia a faccia sul palco dell'Ariston, mentre l'orchestra intona il tema che generazioni di italiani hanno fischiettato davanti alla televisione.
Kabir Bedi, 80 anni portati con la stessa presenza scenica di sempre, incontra Can Yaman — il Sandokan della nuova generazione, già accolto stasera con un'ovazione al suo ingresso. È uno di quei momenti che il Festival riesce a costruire quando funziona davvero: non nostalgia fine a se stessa, ma un passaggio di testimone che ha il peso della storia.
Bedi non usa diplomazia: "Mi piace molto questo Sandokan, è molto diverso ma mi piace tantissimo."
Sanremo 2026 corre: puntata in anticipo di un quarto d'ora
Una notizia che farà felice chi sta seguendo il Festival dal divano di casa con la sveglia puntata. La prima serata di Sanremo 2026 viaggia con circa un quarto d'ora di anticipo sulla tabella di marcia — il che significa che la chiusura prevista all'1.44 potrebbe scivolare intorno all'1.30, forse anche prima.
Serena Brancale e "Qui con me": scoppia in lacrime per la madre

Serena Brancale sale sul palco dell'Ariston e canta sua madre. La canta senza veli, senza metafore di protezione, con quella nudità emotiva che o si ha il coraggio di portare su un palco o non si porta affatto. La canzone racconta la perdita nel modo più diretto possibile — non il lutto come concetto astratto, ma il dettaglio preciso e insostituibile di una persona: le mani, il modo di mettere amore nelle cose, la somiglianza fisica che diventa specchio e memoria insieme.
Alla fine è standing ovation. E la cantante scoppia in lacrime.

Max Pezzali scatena la festa dalla Costa Toscana: medley e Disco Inferno

Il collegamento con la nave Costa Toscana poteva essere il momento di pausa della serata. Invece diventa uno dei picchi di energia più alti fin qui.
Max Pezzali attacca con "Sei un mito", passa per "Nella notte" e "La regina del Celebrità", e il medley funziona esattamente come deve funzionare un medley di Max Pezzali — ogni pezzo è un innesco, ogni ritornello è una macchina del tempo che riporta a qualcosa. La platea della Costa Toscana è già scatenata, ma anche l'Ariston si muove.
Poi arriva Disco Inferno. E lì è festa piena, senza se e senza ma.
Carlo Conti alla fine del pezzo di Ermal Meta: "Che questi fiori non siano per le tombe dei bambini"

Un pensiero di Carlo Conti che si attacca all'esibizione di Ermal Meta al momento della consegna dei fiori: "Che questi non siano per le tombe dei bambini".
Ermal Meta e "Stella stellina": applausi per un habitué dell'Ariston

Ermal Meta conosce questo palco, e si vede. "Stella stellina" arriva con quella solidità che contraddistingue un artista che non ha nulla da dimostrare — solo una canzone da cantare, e la canta bene.
Fedez e Masini: "Male necessario" è la canzone della serata

Ci sono momenti in cui il Festival smette di essere uno show e diventa qualcos'altro. Questo è uno di quelli.
Fedez e Marco Masini salgono sul palco con "Male necessario" e costruiscono qualcosa che nessuno dei due avrebbe potuto fare da solo. Da un lato Masini, la voce e il peso di una carriera intera, uno che il dolore lo ha sempre cantato senza sconti. Dall'altro Fedez, che in questo periodo ha materiale autobiografico sufficiente per riempire un disco intero — e si sente, si sente eccome.
La canzone parla di padri e figli, di fragilità che si tramandano, di toccare il fondo in una stanza d'albergo e dover ricominciare da lì. Parla di ego e di alibi, di giudizi facili e mostri che non stanno solo sotto al letto. È scritta con una franchezza che fa male nel modo giusto — quella rara onestà che non cerca la commozione ma la ottiene lo stesso, per forza di cose.
Il verso che fotografa tutto è brutale nella sua semplicità: Fedez canta di essere "come un latitante a un passo dall'arresto" che non ha più bisogno di scappare. Per chi ha seguito la sua storia recente, è impossibile non cogliere il peso specifico di quelle parole.
L'Ariston si alza. Standing ovation piena, meritata, inevitabile.
"Male necessario" è la canzone della prima serata. Punto.
Levante incanta con "Sei tu"

Levante sale sul palco e l'Ariston ammutolisce nel modo giusto. "Sei tu" è una canzone che le calza addosso come se fosse stata scritta per questo momento preciso, su questo palco preciso, davanti a questa platea precisa.
Vincenzo De Lucia imita Laura Pausini: "Non sono permalosa, ma i miei hater sono degli sfigati"

Arrivo a sorpresa per Vincenzo De Lucia, in un breve intermezzo, imitando Laura Pausini:
Io sono sempre la stessa di sempre. Non sono permalosa, volevo dire ai miei haters che sono dei sfigati. Non sono permalosa, frequento ancora tutte le persone delle mie origini, nonostante loro non abbiano vinto un Grammy.
De Lucia ha poi lasciato il pubblico urlando "yo la tengo como todas", citando l'ormai famoso momento relativo alla cantante.

Fulminacci canta "Stupida sfortuna": eleganza in doppio petto

Fulminacci sceglie il doppio petto per la prima serata del Festival e già questo dice qualcosa. C'è una certa consapevolezza nel look, la stessa che si ritrova nella musica: un artista che sa esattamente come vuole presentarsi, senza lasciare nulla al caso.
Carlo Conti e la gaffe sulla presentazione di Gaia, sbaglia il titolo della canzone
A metà serata arriva il momento dell'esibizione dal Suzuki Stage, il palco installato a piazza Castello, la piazza a due passi dal teatro Ariston. Per questa prima puntata a esibirsi c'è Gaia, che porta la sua "Chiamo io, chiami tu". Ma non per Carlo Conti, che nel presentarla sbaglia il titolo della canzone: "Chiamo io, chiama lui". È una serata che va così, tra piccole gaffe e qualche pronuncia sbagliata.
J-Ax porta il country all'Ariston: banjo, violini e cheerleader per "Italia Starter Pack"

Nessuno come J-Ax sa ribaltare le aspettative. L'ex frontman degli Articolo 31 arriva all'Ariston con un arsenale improbabile — un violinista, un suonatore di banjo, e un plotone di cheerleader con i pon pon — e lo trasforma in qualcosa di sorprendentemente coerente.
"Italia Starter Pack" è una ballata country, ma filtrata attraverso una sensibilità tutta italiana. Non Nashville, non imitazione: è il tentativo — riuscito — di prendere un genere lontanissimo dalla tradizione sanremese e farlo parlare in dialetto. Il banjo sull'Ariston è una cosa che non si vedeva, probabilmente mai.
J-Ax ci crede, e quando un artista ci crede davvero sul palco si vede. Il pubblico segue, divertito e incuriosito. Non è la serata più ortodossa del Festival, ma Sanremo ha bisogno anche di chi arriva con il banjo.
Raf canta "Ora e per sempre": una voce che non invecchia

Raf sale sul palco dell'Ariston e il tempo fa una cosa strana — si ferma. "Ora e per sempre" è un titolo che sembra scritto apposta per un artista che appartiene alla storia della musica italiana, uno di quelli che non ha bisogno di presentazioni né di hype social per farsi ascoltare.
Tredici Pietro all'Ariston: papà Gianni Morandi lo saluta con una foto emozionante di lui da bambino

Prima ancora che Pietro Morandi — in arte Tredici Pietro — salga sul palco dell'Ariston, suo padre ha già detto tutto quello che c'era da dire.
Gianni Morandi ha pubblicato su X una foto in bianco e nero: lui giovane, con il figlio piccolo sulle spalle. E sotto, parole semplici come sanno essere solo quelle vere: "Riguardo questa foto e mi sembra ieri: tu sulle mie spalle, piccolo, con il mondo davanti agli occhi. Stasera salirai sul palco di Sanremo. X tutti sei 13Pietro. x noi resti il nostro bambino. Comunque andrà, sarà un orgoglio vederti lì. Ti vogliamo bene. Mamma e Papà."
Una delle famiglie più amate della musica italiana, stasera, si ritrova su quel palco per la seconda generazione. Gianni Morandi ha calcato l'Ariston decine di volte. Adesso tocca a Pietro.
Il cerchio si chiude — o forse, più precisamente, ricomincia.
Tiziano Ferro riprende l'Ariston: sette minuti e vent'anni di storia

Quando sale Tiziano Ferro, l'Ariston cambia temperatura.
Inizia a cappella — niente orchestra, niente arrangiamento, solo la voce. "Ti scatterò una foto" parte così, nuda, e già nei primi secondi si capisce che questa è una di quelle performance che si ricordano. Poi l'orchestra entra, e il medley prende forma: "La differenza tra me e te", "Lo Stadio", "Perdono". Sette minuti che attraversano vent'anni di carriera e altrettanti di emozioni collettive.
Sono canzoni che gli italiani conoscono a memoria — non perché le hanno studiate, ma perché ci sono cresciuti dentro. Ferro non ha bisogno di effetti speciali né di scenografie elaborate. Ha le canzoni, ha la voce, ha il rapporto con questo pubblico che è qualcosa di difficile da spiegare a chi non lo ha mai visto dal vivo. L'Ariston è suo per sette minuti. E si vede.
Samuray Jay fa il suo esordio a Sanremo con Ossessione

È il turno di Samurai Jay che fa il suo esordio al Festival di Sanremo con il brano "Ossessione".