Strage a Casalotti: uccisi padre, madre e figlia. L’appello della polizia per rintracciare il presunto killer

Continuano le ricerche per individuare il presunto responsabile della strage a Casalotti, nel quadrante nord ovest di Roma, in cui è stata sterminata una famiglia. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile che sta indagando sul caso, sarebbe il quarantatreenne Hossain Shahadat il killer che ha ucciso, colpendoli con un mannaia, Kamal Uddin, Jahan Momotaj e la piccola Alowa, rispettivamente padre, madre e figlia.
Ferito gravemente, ancora in prognosi riservata al policlinico Gemelli di Roma, il figlio della coppia che sarebbe riuscito a scappare. Gli agenti lo hanno trovato all'ingresso del condominio in cui viveva al primo piano con la sua famiglia dopo che, su segnalazioni di alcuni vicini di casa che avevano sentito dei rumori e delle urla, hanno raggiunto lo stabile in via Montiglio ieri sera, sabato 27 giugno 2026, una volta raggiunto lo stabile in via Montiglio, nel quartiere di Casalotti, nel quadrante a nord ovest della città. Poco prima di essere trasportato in ospedale è stato proprio il giovane a raccontare che il responsabile era un amico di famiglia che si trova ancora in fuga.
L'appello per rintracciare il ricercato
Nel primo pomeriggio di oggi, a meno di 24 ore dai fatti, è stata la Polizia di Stato a lanciare un appello per rintracciare l'individuo identificato come il presunto killer. La persona identificata come presunto autore del delitto sarebbe Hoassain Shahadat, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983. I dati sono stati divulgati come disposto dalla Procura della Repubblica di Roma che sta coordinando l'attività di indagine della Squadra Mobile della Questura sul triplice omicidio. "Chiunque avesse indicazioni o informazioni utili al rintraccio del presunto autore potrà contattare l'utenza 3346903295 della Squadra Mobile".

Le ricerche del presunto killer del triplice omicidio di Casalotti
Le ricerche sono scattate immediatamente, non appena ritrovati i corpi senza vita di padre, madre e figlia. Secondo quanto riferito agli inquirenti, l'uomo fuggito dall'abitazione di corsa indosserebbe una maglia blu. Al vaglio degli inquirenti le videocamere di sorveglianza presenti nella zona: l'auspicio è che possano aver ripreso la fuga del killer e che sia possibile, confrontando i vari filmati, riuscire a ricostruire il percorso.
Secondo quanto riportato dall'agenzia LaPresse, però, le ricerche si sarebbero estese anche nella provincia di Frosinone dove proprio ieri l'Ufficio Immigrazione della Questura di Frosinone gli avrebbe rilasciato il permesso di soggiorno con il riconoscimento dello status di rifugiato politico.
La indagini in corso: il movente della strage
Fin dalla serata di ieri, gli agenti hanno raccolto le testimonianze rilasciate da vicini, amici e parenti della famiglia. Non appena sarà possibile, gli agenti ascolteranno anche quella del figlio superstite, che ora si trova al Gemelli.
Da chiarire anche il movente della terribile strage: secondo le prime ipotesi, il killer avrebbe tentato un approccio con la donna, arrivando forse fino a molestarla. Le ricerche nel frattempo vanno avanti anche con l'utilizzo di droni che stanno volando nelle aree boschive intorno al quartiere dove, probabilmente, potrebbe essere scappato per cercare di far perdere le sue tracce.
Come sta il figlio: ancora in prognosi riservata
Il figlio sopravvissuto alla strage è stato trasportato ieri sera in ospedale, dopo la strage che ha portato al delitto in cui ha perso la vita tutta la sua famiglia. Unico superstite, si trova ancora al policlinico Agostino Gemelli. Anche lui ha riportato lesioni da arma bianca: è arrivato nella struttura sanitaria con traumi diffusi, fra cui uno piuttosto importante al cranio. Si trova ancora in prognosi riservata.
Non è difficile immaginare che, non appena sarà possibile, gli inquirenti proveranno a raccogliere anche la sua testimonianza: come unico sopravvissuto alla strage, le sue parole potrebbero rivelarsi decisive.
Famiglia sterminata a coltellate: ritrovata una mannaia in casa
Già nel corso dei primi sopralluoghi, inoltre, sarebbe stata ritrovata l'arma del delitto. Le tre vittime sono state uccise con fendenti di arma bianca: all'interno dell'abitazione è stata ritrovata una mannaia che, al momento, sembra essere stato l'oggetto con cui sono stati sferrati i colpi fatali. Analisi ed esami sulla mannaia potrebbero aggiungere ulteriori prove al quadro che hanno adesso gli inquirenti.
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