Dalla mezzanotte di lunedì 12 aprile i nati nel 1960 e nel 1961 potranno prenotare la propria dose di vaccino sul sito della Regione Lazio. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato durante un'intervista rilasciata a Fanpage.it. A stretto giro quindi anche i cittadini della fascia di età 61-60 anni potranno prenotare in uno dei 120 hub vaccinali presenti su tutto il territorio laziale. Per prenotare il vaccino bisogna accedere al sito della Regione Lazio e inserire le credenziali della persona che dovrà farlo. Non è necessario lo Spid, l'unico documento richiesto per la prenotazione è la tessera sanitaria.

Il punto sulla campagna vaccinale

"Il Lazio sarebbe pronto a correre sul piano vaccini ma mancano le dosi" ripete come un mantra da settimane l’assessore D'Amato. Secondo i dati del governo, il Lazio è la regione che ha vaccinato più cittadini con età compresa tra i 70 e 79 anni. Dal 5 marzo a oggi, quindi in circa un mese, hanno ricevuto la prima dose 168.640 persone e quasi 20mila hanno già ricevuto anche i richiamo. Questo significa che ogni giorno sono state somministrate oltre 6mila dosi a persone con età compresa tra 70 e 79 anni. Per quanto riguarda invece gli over 80, il 60% ha ricevuto entrambe le dosi, mentre il 47% solo una. "Pensiamo di andare velocemente, dosi permettendo, prenotando entro maggio la classe che va dai 50 ai 40 anni ed entro giugno la classe successiva che va dai 40 ai 30 anni". L'obiettivo? Arrivare a 4 milioni di vaccinati entro agosto, nella speranza di raggiungere così la tanto  agognata immunità di gregge per la fine dell'estate.

L'arrivo di Johnson & Johnson

"Per combattere questa battaglia dobbiamo avere più munizioni possibili" afferma l'assessore D'Amato che per questo ha deciso di puntare non solo sull'imminente arrivo delle prime dosi di Johnson & Johnson, ma anche sul vaccino Sputnik. Per quanto riguarda il siero statunitense l'arrivo è previsto il 19 aprile e il Lazio destinerà la maggior parte delle dosi alle carceri. Una scelta confermata dall'assessore durante la nostra intervista, nonostante le nuove linee guida annunciate dal generale Figliuolo sulle priorità vaccinali. "La linea del governo è una cornice di principio che deve essere poi adattata alle singole realtà – spiega D'Amato – non possiamo andare in carcere ogni settimana, anche se parliamo di fasce di età diverse in questo caso è bene vaccinare tutti insieme e in tempi rapidi, proprio per le difficoltà che ci sono per entrare in una realtà così chiusa". Lo Sputnik infine continua ad essere un siero osservato con attenzione dalla Regione Lazio, che firmerà martedì un memorandum d’intesa tra lo Spallanzani e il Galameya di Mosca, per uno scambio di materiale biologico e di ricercatori. "Si tratta di un vaccino a doppio vettore adenovirale che ha una copertura superiore rispetto ad Astrazeneca e al Johnson, perciò per quanto ci riguarda non capiamo perché non debba essere utilizzato" conclude D'Amato.