Caldo senza tregua a Roma, ecco quando si allenterà: “Ma in autunno rischiamo nubifragi e inondazioni”

Il caldo sta stringendo Roma e il Lazio in una morsa e la presa non sembra essere destinata ad allentarsi. Nella giornata di ieri il Ministero della Salute ha emesso il bollettino sulle ondate di calore che vede, ancora una volta, tre bollini rossi per la Capitale. Almeno fino a domenica 2 agosto le temperature massime non scenderanno sotto i 35 gradi, con percepite di 39. Ma non finisce qui. "Purtroppo anche per tutta la prossima settimana avremo l'alta pressione africana ben salda sull'Italia e su gran parte dell'Europa", spiega a Fanpage.it il meteorologo Flavio Galbiati di Meteo Expert. Non sono, invece, previste perturbazioni, ma piogge e temporali potrebbero abbattersi sugli Appennini. Attenzione anche alle possibili ripercussioni in autunno.
L'alta pressione che aumenta umidità e afa
"Per Roma e il Lazio, questa è l'ondata di calore più intensa anche perché è molto prolungata", continua Galbiati. A influire è soprattuto l'alta pressione, che causa anche l'aumento dell'umidità del suolo. È proprio questo dato ad alimentare la sensazione d'afa e quindi il disagio per chi attraversa strade e piazze.
"Con la rete Meteo Network abbiamo registrato ieri temperature anche di 40-41 gradi". Addirittura più alte di quelle ufficiali che vengono rilevate negli aeroporti e sono spesso utilizzate come riferimento. "La situazione è davvero piuttosto drammatica e, in molti casi, insopportabile. E riguarda tutta la regione, non soltanto le grandi aree urbane", aggiunge Galbiati.
Non devono ingannare neanche le temperature minime che troviamo scritte nei bollettini o in televisione. "Bisogna ricordare che la temperatura minima viene registrata poco prima dell'alba – spiega il meteorologo -. Quando leggiamo minime di 25-26 gradi significa che per tutta la serata e per gran parte della notte il caldo resta molto intenso. Vuol dire che il raffreddamento è minimo e arriva soltanto poco prima dell'alba. Per questo anche le notti risultano estremamente pesanti".
Caldo estremo per tutta la prossima settimana: "Nuovo picco fra il 5 e l'8 agosto"
Ma la domanda che si fanno laziale e laziali è quanto durerà questo picco di temperatura, all'interno di un'estate che sta rompendo tutti i record di bollini rossi. L'alta pressione africana, il fenomeno meteorologico che sta provocando questo caldo asfissiante, proseguirà ancora per tutta la prossima settimana. "Il suo asse si sposterà dalla Penisola Iberica e dalla Francia verso est, mentre il Mediterraneo e l'Italia resteranno pienamente coinvolti da questa cappa anticiclonica", spiega Flavio Galbiati. "Sul fronte delle temperature non cambierà niente – dice -. Osservando la tendenza a medio termine, la massa d'aria sull'Italia centrale potrebbe addirittura raggiungere un nuovo picco tra il 5 e l'8 del mese. Non significa necessariamente valori molto più alti rispetto a quelli attuali, ma sicuramente un'ulteriore fase di caldo persistente".
"Possibili temporali sulle zone appenniniche"
Galbiati avverte anche sulle precipitazioni che possono sommarsi alle alte temperature: "Per quanto riguarda i temporali, non arriveranno vere e proprie perturbazioni. Tuttavia, già da domani e anche tra sabato e domenica aumenterà la probabilità di temporali pomeridiani sulle zone appenniniche, comprese quelle del Lazio". Non porteranno, però, un vero sollievo se non temporaneo e localizzato. "Anzi, questi fenomeni potrebbero risultare anche piuttosto intensi – aggiunge -. La novità dei prossimi giorni sarà proprio questa maggiore probabilità di temporali sulle aree interne, soprattutto appenniniche, tra domani e lunedì".
Il meteorologo Galbiati: "Da lunedì 10 agosto un'attenuazione"
Una data da segnare sul calendario come inizio di una possibile tregua, però, c'è. "Da domenica 9 o, più probabilmente, da lunedì 10 agosto, tutti i modelli mostrano una parziale attenuazione del caldo". Si registreranno comunque temperature superiori alla media, ma con picchi meno netti. "Non sarà però merito dell'arrivo di aria fresca o di una perturbazione – illustra il meteorologo -, bensì di un temporaneo e parziale indebolimento dell'alta pressione".
"Pericoloso chi nega il riscaldamento globale"
Forse mai come quest'estate il caldo estremo sta diventando un pericolo concreto e diretto per la vita umana, in particolare per i soggetti più fragili. In Spagna sono oltre duecento i morti per il caldo, che ha mietuto vittime anche nel Lazio, in particolare in provincia di Latina. Senza contare l'impatto indiretto fra incendi e siccità. "Tengo anche a sottolineare un altro aspetto – aggiunge Flavio Galbiati -. Si continua a vedere in televisione e leggere sui giornali presunti "esperti", spesso non meteorologi, che negano il riscaldamento globale. Dicono che queste ondate di caldo siano normali e non abbiano alcun legame con il cambiamento climatico. Si tratta di affermazioni che fanno perdere tempo prezioso e che rischiano di fare molto male, perché confondono l'opinione pubblica", prosegue. "È evidente che ondate di caldo come queste non sarebbero così frequenti e così intense senza il cambiamento climatico. L'atmosfera si sta riscaldando e questa è la base del problema".
Oltre le temperature record, un'impatto tangibile del riscaldamento globale potrebbe arrivare il prossimo autunno. "Il Mediterraneo sta raggiungendo temperature davvero anomale, quasi tropicali", conclude Flavio Galbiati ai nostri microfoni. "Tutta quest'energia termica e tutto il vapore acqueo che si accumulerà potrebbero tradursi in un autunno molto difficile, con un aumento del rischio di nubifragi e inondazioni".