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Caldaie, cavi elettrici, auto e cabine di camion: trovato capannone di rifiuti pericolosi a Cisterna di Latina

Controlli nell’area industriale di Cisterna di Latina: sequestrati 50 metri cubi di rifiuti fra vetri, infissi e automobili e denunciato il titolare di un’azienda edile.
I rifiuti scoperti dai carabinieri forestali
I rifiuti scoperti dai carabinieri forestali

Cumuli di rifiuti speciali, veicoli abbandonati, materiali di scarto e presunte irregolarità nella gestione ambientale. È quanto hanno trovato i carabinieri forestali di Cisterna di Latina durante un controllo effettuato insieme ai tecnici di Arpa Lazio all'interno di un'azienda dell'area industriale della città. Al termine degli accertamenti il titolare dell'attività è stato denunciato per l'ipotesi di deposito incontrollato di rifiuti speciali, alcuni dei quali classificati come pericolosi.

I rifiuti pericolosi nel magazzino di una ditta edile

L'ispezione è stata eseguita in una società che opera nel settore delle costruzioni edili, della carpenteria metallica e della produzione di infissi. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, all'interno del capannone e nelle aree esterne sarebbero stati accumulati materiali e rifiuti di varia natura, in parte derivanti dall'attività aziendale e in parte riconducibili alla precedente società che occupava il sito.

Nel capannone gli operatori hanno trovato circa quaranta sacchi contenenti materiale isolante di scarto, tre caldaie dismesse, cavi elettrici e altri materiali metallici. All'esterno, invece, erano presenti ponteggi in metallo, due container con rottami di ferro e alluminio, rotoli di materiale coibentante, guaina bituminosa, quattro veicoli in evidente stato di abbandono e la cabina di un mezzo pesante.

Vetro, plastica e infissi e altri materiali edili

Particolare attenzione è stata rivolta a un'area dove erano accumulati rifiuti di diversa natura: vetro, plastica, infissi in legno, fari per illuminazione, materiale edile e residui gommosi triturati. Parte dei materiali era contenuta in grandi sacchi deteriorati, mentre il resto era depositato direttamente a terra in cumuli.

I rifiuti, per un volume complessivo stimato in circa 50 metri cubi, sono stati sequestrati per consentire ulteriori verifiche sulla loro provenienza e classificazione. Durante gli accertamenti sarebbero inoltre emerse presunte irregolarità relative alla gestione delle acque piovane e degli scarichi domestici dell'impianto.

Per questi motivi il titolare dell'azienda è stato denunciato all'autorità giudiziaria. Nei suoi confronti è stata inoltre contestata una sanzione amministrativa legata alla mancanza delle autorizzazioni previste per gli scarichi domestici. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti e, come previsto dalla legge, resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva.

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