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Zaia inciampa sull’inglese: per lui i caregiver sono gli “autisti dei disabili”

“Tutte le fragilità e le disabilità… anche i ‘cargiver’, cioè coloro che fanno da autisti, no? Che portano in giro i disabili”: gaffe per il governatore del Veneto Luca Zaia che, parlando di accessi prioritari alla campagna vaccinale contro il coronavirus, ha confuso i caregiver per gli autisti delle persone con disabilità.
A cura di Annalisa Girardi
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Gaffe del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha confuso i caregiver per gli autisti delle persone con disabilità, affermando che anche a loro spetta un accesso prioritario alla campagna vaccinale. Il governatore leghista è inciampato sull'espressione inglese durante la sua quotidiana conferenza stampa in materia di emergenza coronavirus e ha scambiato i caregiver, parola inglese che indica una persona che si prende cura di un familiare anziano, malato o non autosufficiente, per gli autisti degli individui affetti da disabilità.

Zaia ha pronunciato il termine come car-giver e, riferendosi alla prima parola dell'espressione (in inglese macchina) l'ha intesa come riferita a chi "fa da autista alle persone non autosufficienti e ai disabili". In realtà la parola inglese di origine anglosassone, ma entrata ormai nell'uso comune, è composta da care giver, letteralmente "colui che dà le cure".

"Tutte le fragilità e le disabilità… anche i ‘cargiver', cioè coloro che fanno da autisti, no? Che portano in giro i disabili", ha detto Zaia durante il punto stampa dalla Protezione Civile. Il video della gaffe è diventato subito virale sui social, scatenando l'ironia degli utenti.

Zaia stava parlando del piano vaccinale e si stava riferendo alla conversazione avuta in giornata con altri governatori per omologare le diverse campagne regionali. Proprio sulle priorità il presidente veneto ha sottolineato la necessità di inserire anche le persone con disabilità e fragilità, ma non solo: l'accesso prioritario alla vaccinazione dovrebbe spettare, ha detto, anche ai loro familiari e a chi se ne prende cura, i caregiver appunto. Dopodiché, ha concluso Zaia, si può procedere tenendo conto delle fasce d'età, andando in ordine decrescente.

In Veneto sono già state somministrate 484.745 dosi di vaccino sulle 595.790 consegnate (cioè l'81,4%). La Regione, ha affermato anche l'assessora alla sanità Manuela Lanzarin, sta anche lavorando a un protocollo per somministrare il vaccino a domicilio alle persone più fragili, che faticano a recarsi negli hotpost predisposti.

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