Manovra 2027

Tfs statali, si riducono i tempi per ricevere la liquidazione: cosa cambia con la Manovra dal 2027 e per chi

A cura di Giulia Renda
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La manovra di Bilancio 2027 punta a cambiare i tempi di pagamento del Tfs per i dipendenti pubblici: si parte dalla riduzione dell’attesa a partire dal 2027, fino ad arrivare all’eliminazione dei rinvii dal 2030 e dei pagamenti a rate dal 2035. Le nuove regole, però, non riguarderanno tutti i lavoratori. Ecco cosa sappiamo.

Con la legge di Bilancio 2027, il governo vuole ridurre i tempi di attesa per l'erogazione del Trattamento di fine servizio (Tfs) e superare il pagamento a rate, che oggi costringe chi ha maturato una liquidazione più alta a ricevere il denaro in più pagamenti, anche a distanza di anni. I dipendenti pubblici che vanno in pensione a volte possono ricevere il Tfs persino anni dopo la fine del servizio. Il percorso previsto dalla nuova manovra si sviluppa nell'arco di nove anni, con l'obiettivo di arrivare al pagamento senza differimenti dal 2030 e in un'unica soluzione dal 2035.

Che cos'è il Tfs e perché i dipendenti pubblici aspettano così tanto

Il Tfs è una somma di denaro che spetta ai dipendenti pubblici quando termina il loro rapporto di lavoro. È la cosiddetta "buonuscita", che viene maturata durante gli anni di servizio. A differenza del settore privato, dove il Tfr viene corrisposto subito, alla fine del rapporto di lavoro, nel pubblico impiego ricevere il Tfs può richiedere tanto tempo.

Ad oggi, per chi lascia il lavoro dopo aver raggiunto i limiti di età o di servizio, il pagamento della prima quota del Tfs è previsto dopo 12 mesi dalla cessazione del rapporto. L'Inps ha poi altri tre mesi per effettuare materialmente il versamento.

I tempi si allungano ulteriormente per chi lascia volontariamente il lavoro, anche quando ha già maturato il diritto alla pensione: in questi casi il termine ordinario è di 24 mesi. Per chi termina un contratto a tempo determinato è invece previsto un termine di 12 mesi. In caso di decesso o inabilità, il pagamento è previsto entro 105 giorni.

TFS, come funziona oggi il pagamento a rate

Il numero dei pagamenti dipende dall'importo totale della liquidazione. Oggi il sistema prevede tre possibilità:

  • Fino a 50.000 euro lordi, la somma viene pagata in un'unica soluzione.
  • Per importi tra i 50 e i 100 mila euro, il pagamento avviene in due rate annuali.
  • Per importi pari o superiori a 100.000 euro, il pagamento avviene in tre rate annuali.

Questo significa che, tra l'attesa iniziale e i pagamenti successivi, possono passare diversi anni prima che il lavoratore riesca a incassare tutto ciò che gli spetta.

Il nuovo calendario del TFS: cosa cambia dal 2027 al 2035

La manovra di Bilancio 2027 prevede una riduzione progressiva dei tempi di attesa per chi va in pensione per raggiunti limiti di età. Il primo passaggio è già previsto dalla legge di Bilancio 2026, dove per i dipendenti pubblici che matureranno i requisiti pensionistici nel 2027, il periodo di attesa scenderà da 12 a 9 mesi.

Il nuovo disegno di legge prosegue su questa strada:

  • Nel 2027 i tempi si ridurranno a 9 mesi;
  • Nel 2028 scenderà a 6;
  • Nel 2029 scenderà ancora di piu, a 3 mesi;
  • Dal 2030 si prevede l'eliminazione del differimento previsto dalla legge.

L'Inps dovrà comunque completare le procedure amministrative necessarie per calcolare e liquidare la prestazione. Ma la riforma non parla solo di tempi di attesa. Il governo vuole intervenire anche sulla rateizzazione, aumentando gradualmente la somma che può essere pagata, in un'unica soluzione, con il primo versamento. Dal 2031 il limite della prima quota salirà a 60.000 euro. Nel 2032 arriverà a 70.000 euro, nel 2033 a 80.000 e nel 2034 a 90.000 euro. La svolta definitiva dovrebbe arrivare dal 2035, quando per chi maturerà i requisiti da quell'anno il pagamento a rate sarà eliminato e la liquidazione verrà data in un'unica soluzione, secondo i normali tempi amministrativi.

Chi potrà beneficiare delle nuove regole e chi resta escluso

La riforma non riguarda automaticamente tutti i dipendenti pubblici. Il percorso di riduzione dei tempi si rivolge a chi lascia il lavoro per raggiungimento dei limiti di età, quindi a chi accede alla pensione di vecchiaia. Resta fuori da questa misura chi sceglie di andare in pensione anticipatamente. Anche chi lascia volontariamente il lavoro senza rientrare nelle condizioni previste dalla norma continuerà a essere soggetto ai termini ordinari.

Quanto costerà allo Stato anticipare il pagamento delle liquidazioni

La riduzione dei tempi di attesa avrà un impatto sulle finanze pubbliche. Secondo le stime della Ragioneria generale dello Stato riportate nella relazione tecnica alla manovra, il percorso di riforma comporterà maggiori esborsi per circa 4,18 miliardi di euro lordi nel periodo compreso tra il 2027 e il 2036. Al netto degli effetti fiscali, il costo stimato scende a circa 3,47 miliardi. Il momento di maggiore impatto dovrebbe essere il 2030, anno in cui dovrebbe essere eliminato il differimento iniziale per i lavoratori interessati dalla misura.

Quando entreranno in vigore le nuove regole

Il disegno di legge di Bilancio 2027 è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e ha iniziato il suo iter parlamentare. Le misure contenute nel provvedimento dovranno quindi essere esaminate e approvate dal Parlamento prima di diventare definitive. La riduzione da 12 a 9 mesi prevista dal 2027 è invece già stata approvata con la precedente legge di Bilancio 2026. Per gli altri passaggi, dal 2028 al 2035, bisognerà attendere l'approvazione definitiva della nuova manovra.

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