Tornano i carabinieri ausiliari, cosa faranno e chi potrà arruolarsi: le novità in Manovra
Con la nuova manovra del governo Meloni, nel 2027 rinascerà la figura del carabinieri ausiliario, inserito come figura che fa parte della riserva volontaria. I carabinieri ausiliari, esistiti in Italia dal 1917 e spariti solo dal 2005 insieme alla fine del servizio di leva, torneranno gradualmente: si prevede di reclutarne 600 il prossimo anno e fino a mille all'anno dal 2028 in poi. La stessa manovra, peraltro, prevede anche i fondi per creare l'ausiliario delle forze di polizia (Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria), su cui però i provvedimenti arriveranno più avanti. I carabinieri ausiliari della riserva volontaria saranno considerati militari di truppa, in servizio temporaneo. Ecco cosa sappiamo sui requisiti per arruolarsi e le attività che svolgeranno.
I requisiti per diventare carabinieri ausiliari
I requisiti per il reclutamento dei carabinieri ausiliari saranno in parte uguali a quelli previsti per tutti i reclutamenti militari: cittadinanza italiana, idoneità psicofisica e attitudinale, non avere precedenti penali, non abusare di sostanze e naturalmente essere maggiorenni. Per di più, ci sarà un limite di età massimo fissato a 26 anni. Il titolo di studio necessario sarà il diploma di scuola media. Nei bandi per l'ammissione sarà obbligatorio mantenere una quota riservata a chi si è diplomato in una scuola militare, ai figli di militari deceduti in servizio e coloro che ricevono i contributi previsti per gli orfani di carabinieri.
Le modalità specifiche per il reclutamento saranno stabilite, più avanti, dal Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. Per ora, si sa che la selezione non avverrà su base nazionale ma che i candidati potranno scegliere uno dei quattro "hub" territoriali: Nord-Est, Nord-Ovest, Centro e Sud Italia.
Chi si arruola prima sarà ammesso a un corso per allievo carabiniere ausiliario della riserva volontaria: questo durerà fino a tre mesi. Si potranno rassegnare le dimissioni nei primi quindici giorni: l'unica conseguenza è che chi lo fa non potrà poi fare domanda per un altro reclutamento nello stesso anno. Al termine sarà nominato carabiniere ausiliario e verrà immesso in ruolo. La legge prevede che tutti i benefici (non economici) legati ad aver fatto il servizio militare di leva si applicheranno anche a chi fa il carabinieri ausiliario per almeno dodici mesi.
Cosa fanno i carabinieri ausiliari
Una volta superato il corso, i carabinieri ausiliari saranno in ferma volontaria per un anno (ovvero altri nove mesi dopo i tre già passati in formazione). Durante il corso avranno un grado equivalente a quello degli allievi carabinieri o allievi finanzieri, mentre una volta immessi in ruolo il loro grado sarà equiparato a quello di caporale. Come tutti i carabinieri, anche gli ausiliari avranno le qualifiche di agente di pubblica sicurezza e di agente di polizia giudiziaria.
Nei primi tre mesi, la compensazione sarà quella giornaliera degli allievi delle forze armate. Nel successivo periodo di nove mesi, riceveranno una paga che vale il 65% del parametro stipendiale di un carabiniere in ferma volontaria. Al termine del primo anno, poi, si potrà chiedere una rafferma volontaria per altri due anni. A quel punto, lo stipendio diventerà uguale a quello dei carabinieri in ferma volontaria. Superato questo periodo, saranno mesi in congedo illimitato. Fino all'età di 32 anni, potranno approfittare delle riserve previste nei concorsi per l'accesso calle carriere iniziali dei carabinieri.
La manovra specifica che i carabinieri ausiliari, "oltre ai compiti di carattere militare" potranno essere chiamati a svolgere "attività operative e addestrative nell'ambito dei reparti dell'Arma dei carabinieri", tendenzialmente "su base regionale, in ragione dell'anzianità di servizio e della professionalità acquisita". Se poi dovesse scattare il richiamo alle armi, verranno considerati alla pari dei carabinieri effettivi in ferma, sul piano giuridico.