Manovra 2027

Riservisti militari e più caserme: ora sappiamo cosa farà il governo con i miliardi per il riarmo

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A cura di Luca Pons
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Nella manovra 2027 il governo Meloni ha messo nero su bianco come userà i soldi presi in deficit per la difesa. Ci sono i fondi per la nascita delle Forze di riserva della Difesa, la costruzione e ristrutturazione di caserme e nuovi investimenti per lo sviluppo di un caccia con Giappone e UK.

Il governo Meloni finora aveva dato pochissime informazioni su come avesse intenzione di spendere i soldi ottenuti grazie alla clausola di salvaguardia concessa dall'Ue. Ora, invece, le indicazioni sono arrivate: si mettono le basi per creare le Forze di riserva della Difesa e nasce la figura dei carabinieri ausiliari; si costruiscono e ristrutturano caserme militari e si investe di più nel progetto GCAP per progettare un jet in collaborazione con Regno Unito e Giappone. Infine, si usa una grossa fetta dei fondi a disposizione per finanziare le missioni internazionali dell'Italia nei prossimi due anni.

Si tratta di soldi presi in deficit, cioè che vanno ad aumentare il debito pubblico, con l'approvazione del Parlamento. La clausola nel suo complesso comprendeva lo 0,6% del Pil da dedicare all'energia e un altro 0,6% da dedicare alle spese per la difesa, tra 2027 e 2028. Al netto dei tecnicismi, per la manovra 2027 il governo aveva a disposizione poco più di 4 miliardi di euro per le nuove spese militari. E così, nel testo bollinato dalla Ragioneria di Stato, si trova un elenco delle misure che vengono finanziate con la "attivazione della clausola di salvaguardia nazionale in materia di difesa".

Le Forze di riserva della Difesa per supportare l'esercito

Si apre subito la porta alla nascita delle Forze di riserva della Difesa. È un progetto di cui il governo Meloni parla da anni e che ha visto accelerate e frenate nel tempo. La manovra si limita a dire che queste forze di riserva saranno un "bacino di personale addestrato e prontamente impiegabile in grado di supportare e integrare le Forze armate".

I dettagli dovranno tutti arrivare prossimamente. La legge di bilancio stanzia i soldi, ma solo in vista di futuri "interventi normativi" per creare davvero le forze di riserva. Nel complesso, si mettono da parte circa 885 milioni di euro in tre anni (dal 2027 al 2029) per questi provvedimenti, poi l'impegno scende gradualmente: dai 300 milioni nel 2030 ai 220 milioni all'anno previsti dal 2032 in poi.

I soldi devono servire anche per "un adeguamento capacitivo della difesa", ovvero l'acquisto di strumenti e materiali, e a questo fondo si aggiungono, per la "valorizzazione dei servizi operativi della difesa", circa 412 milioni di euro tra 2027 e 2028 e 170 milioni all'anno dal 2029. Tirando le somme, quindi, l'intervento per creare una nuova forza di riservisti e potenziare la difesa – in modi che andranno dettagliati nel tempo, a quanto pare – si mettono da parte 860 milioni di euro per il 2027-2028, 600 milioni nel 2029 e poi circa 400 milioni all'anno da quel momento in poi.

Costruire nuove caserme e ammodernare quelle vecchie

C'è poi un articolo dedicato all'"ammodernamento del parco infrastrutturale dell’Esercito italiano, della Marina militare e dell’Aeronautica militare". In altre parole, la costruzione di nuove caserme e la ristrutturazione o l'ampliamento di quelle che già esistono.

Il conto qui è preciso: 17 milioni di euro per il 2027 e 87 milioni per il 2028. Gli interventi non sono ancora definiti, toccherà al Capo di Stato maggiore fare delle proposte e poi al ministero della Difesa varare i lavori entro giugno del prossimo anno.

I fondi per le missioni internazionali e per il jet da progettare con Giappone e UK

Una parte molto ampia dei soldi che il governo aveva a disposizione, poi, verranno usati per quelle che apparentemente sono spese di routine: il finanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali. L'Italia, come tutti i Paesi, è coinvolta in numerose operazioni internazionali che richiedono una presenza militare di vario tipo. La partecipazione a queste missioni è autorizzata dal Parlamento, anche se come si è visto nel caso dell'Arabia Saudita il governo ha dei modi per tenerla più o meno nascosta per un lungo periodo di tempo.

Ogni anno, con la legge di bilancio, la partecipazioni a queste missioni va rifinanziata. Non si tratta di decidere se partecipare o meno, ma semplicemente di mettere a disposizione i soldi per mantenere operative le missioni che sono in corso, ed eventualmente quelle che inizieranno. Il governo, per farlo, ha deciso di usare circa 1,3 miliardi di euro della clausola di salvaguardia: 520 milioni di euro nel 2027 e ben 804 milioni nel 2028.

In più, ci sono dei fondi aggiuntivi per mettere in atto il cosiddetto programma GCAP, o Global Combat Air Programme. È una convenzione che unisce Italia, Regno Unito e Giappone, siglata a Tokyo a fine 2023, e che ha l'obiettivo di progettare un caccia di nuova generazione, con il coinvolgimento delle imprese Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries. Il governo ha deciso di dedicare 32 milioni di euro nel 2027 e 16 milioni di euro nel 2028 all'iniziativa, per coprire i costi amministrativi.

Nascono i carabinieri ausiliari

Infine, una delle principali novità previste dalla legge di bilancio in tema di spesa militare è la nascita della figura del carabiniere ausiliario della riserva volontaria. Potrà essere reclutato chi ha tra 18 e 26 anni e rispetta tutti i requisiti richiesti: si prevedono 600 reclutamenti nel 207 e mille all'anno dal 2028 in poi, con un corso iniziale di tre mesi e un servizio di un anno rinnovabile per altri due.

I dettagli saranno stabiliti dal Comandante generale dell'Arma dei carabinieri. Ciò che è certo è che i carabinieri ausiliari potranno essere chiamati a svolgere "compiti di carattere militare", ma anche "attività operative e addestrative nell'ambito dei reparti dell'Arma dei carabinieri, sul territorio nazionale e di massima su base regionale". Considerando il costo per il reclutamento, gli stipendi e la logistica, la nascita dei carabinieri ausiliari dovrebbe costare circa 42 milioni di euro il prossimo anno, poi a salire con il numero degli effettivi, fino a circa 150 milioni di euro all'anno.

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