Manovra 2027

Taglio dell’Irpef e flat tax, chi può pagare meno tasse con la Manovra 2027

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A cura di Luca Pons
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La legge di bilancio 2027 si avvicina e presto il governo dovrà mettere nero su bianco le misure che intende approvare. Finora si è parlato molto del taglio dell’Irpef per chi guadagna più di 50mila euro all’anno, e di una flat tax per gli aumenti di stipendio dei giovani under 35. Non è ancora chiaro, però, come si faranno quadrare i conti e le richieste dei partiti alleati.

Per la manovra 2027 il governo Meloni finora si è concentrato soprattutto su due obiettivi, per quanto riguarda il Fisco: una riduzione dell'Irpef per i contribuenti che dichiarano più di 50mila euro all'anno; e una flat tax rivolta ai giovani che ricevono un aumento di stipendio. Anche dopo le brutte notizie arrivate dall'Istat in settimana, il viceministro all'Economia Maurizio Leo ha confermato che l'obiettivo resta. Bisogna capire, però, in che modo far quadrare i conti.

Manca meno di un mese alla scadenza per mandare la legge di bilancio in Parlamento, fissata il 20 ottobre. All'inizio del mese prossimo si aspettano nuovi dati sul quadro economico che chiariranno in che situazione si trova il governo. Ecco cosa può cambiare.

Taglio dell'Irpef nel 2027, chi può pagare meno

L'obiettivo su cui il governo Meloni punta in modo più esplicito, sul piano fiscale, è il taglio dell'Irpef. Dopo alcuni interventi che hanno ridotto l'imposta sul reddito per i redditi medio-bassi negli ultimi anni, il governo vuole occuparsi di quelli medio-alti. Quindi, l'intenzione è di allargare l'aliquota al 33%. Oggi per l'Irpef si paga:

  • il 23% sui redditi fino a 28mila euro
  • il 33% sui redditi tra 28mila e 50mila euro
  • il 43% sui redditi oltre i 50mila euro

L'intenzione sarebbe di allargare lo scaglione di mezzo, portandolo fino a 60mila euro. In sostanza, quindi, chi dichiara tra 50mila e 60mila euro – circa un milione di contribuenti – si ritroverebbe uno sconto del 10% delle imposte su quella parte di reddito. E anche chi supera i 60mila euro otterrebbe una riduzione, pari a circa mille euro all'anno.

L'ha confermato Leo: "Qual è l’ulteriore passo su cui vogliamo lavorare, compatibilmente con le risorse e con la condivisione da parte di tutti i componenti della nostra maggioranza? Quello di abbracciare la fascia che va da 50 a 60mila euro e riportarla nell’ambito del secondo scaglione, quindi applicare su questa fascia di reddito, anziché il 43%, il 33%".

Chi ci guadagna con la flat tax per i giovani

L'altra proposta che il governo ha ribadito in più occasioni è la flat tax per i giovani. Si potrebbe trattare di un'imposta piatta del 5%, che sostituirebbe l'Irpef sugli aumenti salariali per i dipendenti under 35. In pratica, i giovani che ottengono uno stipendio più alto dovrebbero pagare meno tasse sulla somma in più ricevuta, quindi l'aumento netto salirebbe.

Leo lo ha confermato nel corso dello Speciale Telefisco del Sole 24 ore: tra le priorità c'è "una flat tax per i redditi corrisposti ai giovani", da unire anche a "un incentivo per le imprese che danno corso a queste assunzioni". Il beneficio riguarderebbe tutti i giovani sotto i 35 anni che svolgono lavoro dipendente. Non è ancora chiaro se il governo abbia intenzione di fissare un tetto massimo di reddito, superato il quale la flat tax non sarebbe più valida: "Vedremo poi come dovrà essere articolato" il tema dei giovani, ha detto il viceministro.

Il problema dei soldi e le pressioni della Lega

Il problema, come ha ricordato Leo, è che "dobbiamo reperire le coperture necessarie". In altri termini, trovare i soldi. Anche perché le proposte per la manovra 2027 non finiscono certo qui. La Lega, ad esempio, insiste per introdurre la pensione anticipata a 64 anni per tutti e bloccare l'aumento dell'età pensionabile previsto per il 2027.

Per di più, il ministro dell'Economia Giorgetti ha confermato che l'Italia intende uscire dalla procedura d'infrazione europea il prossimo anno. Questo significa tenere basso il livello di deficit, quindi non indebitarsi troppo. Il contrario di quello che chiede Matteo Salvini (segretario dello stesso partito di Giorgetti). Il leader leghista ha detto: "Dobbiamo affrontare una legge di bilancio con due conflitti in corso, quindi a me dello zero virgola in più o in meno interessa zero", e anzi "serve uno scostamento di bilancio da miliardi".

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