Meno tasse per i giovani nella manovra 2027, Giorgetti: “Flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio”
Un flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio dei più giovani. È l'idea messa sul tavolo dal ministro dell'Economia in vista della prossima legge di bilancio. La proposta di detassare gli incrementi contrattuali "va discussa nell'ambito della coalizione di governo", ha specificato intervenendo oggi intervenendo alla festa dell'Udc.
In sostanza, "gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato", ha spiegato il titolare del Mef, ricordando "il grande successo che ha avuto l'iniziativa del governo, l'anno scorso, di riconoscere una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali. Penso che questo successo possa essere trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche su gli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani nelle aziende".
Già negli scorsi giorni Giorgetti aveva parlato dell'ipotesi di introdurre una tassazione agevolata per i giovani in manovra, a condizione però di trovare la disponibilità da parte delle imprese. "Ci vuole la cooperazione dei datori lavoro e la disponibilità dello Stato a riconoscere questo tipo di agevolazioni", ha rimarcato oggi il leghista.
Il cantiere della manovra sta prendendo corpo. "Ci approcciamo all'ultima legge di bilancio, forse, con grande spirito di responsabilità e la consapevolezza che dobbiamo cercare di aiutare e promuovere lo sviluppo per andare incontro a quelle classi sociali e a quei ceti che finora non hanno avuto l'attenzione che meritavano", ha dichiarato. "E soprattutto dobbiamo fare una sorta di inventario delle misure che abbiamo adottato e di come incidono, perché c'è il rischio di duplicare misure su alcune classi di reddito ed escluderne altre. Questo deve essere in qualche modo riconsiderato".
Il governo insomma, sembra voler evitare i bonus a pioggia destinati a specifiche categorie, generalmente i redditi bassi. "Noi abbiamo intenzione di continuare a intervenire in modo selettivo e più possibile equo sulla riduzione pressione fiscale su alcune categorie. Il panel è dedicato al ceto medio che è importante non solo in termini economici ma anche politici, perché quando aumentano i gap si generano tensioni sociali e politiche", ha aggiunto.
Insomma la priorità della prossima legge di bilancio, a detta del ministro, sarà il ceto medio."Io potrei dire che il ceto medio non è importante soltanto in termini economici, è importante anche in termini politici, perché sappiamo perfettamente che quando la società fa aumentare il gap e piano piano la dimensione del ceto medio si riduce, questo inevitabilmente genera tensioni sociali e politiche", ha sottolineato.
Le possibilità di intervento, come sempre, saranno legate ai vincoli di finanza pubblica e alla situazione internazionale. "Il governo in questi quattro anni ha raggiunto dei risultati in termini di standing internazionale relativamente alla gestione della finanza pubblica, senza fare interventi che vengono chiamati di austerità", ha rivendicato. "Abbiamo ridotto il cuneo fiscale e contributivo, abbiamo promosso gli incentivi alle imprese, però è chiaro che oggi, se devo dire, facciamo il punto al 13 settembre, inevitabilmente non posso non considerare le situazioni che si stanno manifestando a livello globale", ha concluso.