Sul caso Boni, parla il “pentito” Leuci: Mazzette divise tra Forza Italia e Lega

Nuovi dettagli sull'ultima bufera che ha investito il Pirellone. Nell'inchiesta – per corruzione e finanziamento illecito ai partiti – a carico del leghista Davide Boni, presidente del consiglio regionale della Lombardia, sono state messe a verbale le dichiarazione risalenti allo scorso novembre, di uno degli indagati, Gilberto Leuci, che ha affermato di essere «a conoscenza che i soldi per la politica dovevano essere destinati pro quota ai partiti che reggevano la giunta cassanese, Forza Italia e Lega Nord». Leuci spiega poi il «sistema» alla base del presunto giro di tangenti, che coinvolgerebbe pure il consigliere del Pdl Angelo Giammario. Dodici erano le operazioni che lui stesso ha programmato a Cassano «sulle quali -dichiara Leuci – ho percepito denaro dagli imprenditori, denaro che oggi ho girato a Michele Ugliola trattenendo la mia parte». Gugliola, architetto, intermediario, cognato di Leuci, e grande accusato di Boni, è l'uomo sul quale ruota l’inchiesta. «Personalmente -aggiunge Leuci- non ho mai consegnato denaro a Boni o a Ghezzi, in quanto tali incombenze sono state gestite da Ugliola».
PER GLI AFFARI IN LOMBARDIA, BISOGNAVA PASSARE PER BONI -Nel sistema affaristico che coinvolgerebbe Lega e Pdl, «un milione e mezzo di euro è la somma che io ho ritirato dagli imprenditori per le predette operazioni – aggiunge Leuci- io e Ugliola trattenevamo generalmente tra un quarto e un terzo delle somme ricevute valutando la quota trattenuta caso per caso». La distribuzione delle mazzette, prevedeva come quota per i partiti i «due terzi della somma percepita», recapitato ai diretti interessati dallo stesso Ugliola. L'indagato ha indicato nel dettaglio la funzione di Boni e del suo segretario Dario Ghezzi in questo sistema. I due «politici di livello più alto» avevano un ruolo di «copertura» politica per lui e per l'architetto Ugliola. «Di tale copertura ne ho avuto conferma ad esempio quando, nel corso di un incontro che ho intrattenuto con l'amministratore delegato della Serenissima Sgr – ha spiegato Leuci – lo stesso mi rappresentò che era a conoscenza del fatto che per montare affari immobiliari in Lombardia era necessario fare un passaggio da Boni e da Ghezzi, i quali dirigevano l'imprenditore verso il sottoscritto e da Ugliola».