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Stop al blocco dei conti della Lega: il sequestro si ferma a due milioni di euro

Il tribunale di Genova ha deciso di sospendere il blocco dei conti della Lega Nord in seguito all’inchiesta per i rimborsi elettorali illegittimi. Il sequestro si ferma a poco meno di due milioni di euro su un totale di 49, come previsto dalla condanna arrivata in estate per gli esponenti del Carroccio.
A cura di Stefano Rizzuti
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Il blocco dei conti della Lega viene sospeso. A deciderlo è il tribunale di Genova, in seguito alla relazione presentata dalla procura. La quota sequestrata alla Lega Nord si ferma quindi a poco meno di due milioni di euro. Il blocco era arrivato in seguito alla condanna ad alcuni esponenti leghisti per i rimborsi elettorali ottenuti con bilanci alterati: il Carroccio era stato condannato a un risarcimento da circa 49 milioni di euro.

I giudici del capoluogo ligure hanno stabilito che i soldi che entreranno in futuro nelle casse della Lega non potranno essere bloccati. La procura, comunque, potrebbe decidere di agire diversamente e chiedere il sequestro delle somme restanti (quindi circa 47 milioni di euro) alle persone condannate nell’inchiesta. Oppure, l’altra ipotesi è quella che sia il Parlamento a muoversi attraverso un'azione civile.

I sequestri erano scattati dieci giorni fa: le fiamme gialle hanno bloccato le somme disponibili nei conti del Carroccio sparsi in tutta Italia. La richiesta era pervenuta dalla procura in seguito alla richiesta di confisca da parte del tribunale di Genova, avvenuta a luglio. Confisca arrivata dopo la condanna ad Umberto Bossi e all’ex tesoriere Francesco Belsito, oltre ai tre ex revisori contabili. L’attuale segretario della Lega, Matteo Salvini, aveva definito quanto avvenuto un “attacco alla democrazia”, suscitando la risposta del procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, secondo il quale si era deciso di agire a tutela del Parlamento.

Oggi Matteo Salvini era tornato sull’argomento rilanciando la sua disponibilità a governare: “Sono pronto, mi sento pronto”, aveva affermato durante una diretta video su Facebook. E aggiungendo: “Teniamo duro, possono spaventarci, denunciarci, calunniarci, bloccare i nostri conti correnti o chiudere le nostre sedi. Noi andiamo fino in fondo e per questo il regime si spaventa, e il coro a reti unificate lo dimostra”.

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