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Venezia, agguato a Calle Lunga San Barnaba: due fratelli accoltellati, pista regolamento di conti

Mercoledì sera di violenza nel centro storico: due fratelli tunisini colpiti da numerosi fendenti tra Campo San Barnaba e le calli limitrofe. La Polizia segue la pista del regolamento di conti legato allo spaccio o a debiti pregressi, mentre uno dei feriti resta ricoverato in gravi condizioni all’ospedale dell’Angelo.
A cura di Davide Falcioni
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Mercoledì sera, il cuore di Venezia si è trasformato nel palcoscenico di un presunto regolamento di conti che ha lasciato una scia di sangue tra Calle Lunga San Barnaba e le zone limitrofe. Protagonisti della vicenda sono due cittadini tunisini, di 37 e 32 anni, probabilmente fratelli, rimasti vittima di un’aggressione condotta da almeno due persone. Mentre la Polizia indaga per stabilire se si sia trattato di una disputa legata al controllo dello spaccio o di debiti economici, le testimonianze raccolte da Il Gazzettino restituiscono una cronaca fatta di momenti di autentico terrore.

Le prime avvisaglie delle violenze si sono manifestate intorno alle 20 e 20 presso il bacaro Dai Fioi. Il titolare, Raoul Chiarato, ha descritto l’ingresso surreale del più giovane dei feriti, che cercava disperatamente di mascherare la gravità delle proprie ferite. Secondo il racconto dell'oste, l'uomo si è diretto immediatamente al banco frigo ignorando qualsiasi domanda: "Verso le 20.20, un uomo è entrato nel mio locale con il viso, i vestiti e le mani ricoperti di sangue. Si è avvicinato al frigo che si trova vicino all’entrata, l’ha aperto e si è preso una lattina di cola. Nel farlo, però, ha imbrattato tutto il frigo di sangue, che stava gocciolando anche sul pavimento". Una volta fuori, il ferito ha compiuto un gesto quasi cinematografico, aprendo la lattina con i denti per versarsi la bibita sul viso nel tentativo di ripulirsi, prima di allontanarsi con altri tre uomini.

Pochi istanti dopo e a breve distanza, la violenza si è spostata davanti al Garden Bar. Ahmed, il titolare del locale, stava osservando il passaggio in calle quando ha visto il trentasettenne barcollare fino a perdere i sensi. Il barista ha raccontato lo shock di quegli istanti: "Quell’uomo è crollato davanti ai miei occhi: aveva i vestiti talmente zuppi di sangue che non capivo nemmeno in quale parte del corpo fosse ferit". La gravità della situazione era evidente dai dettagli del vestiario, come precisato dallo stesso Ahmed: "Aveva dei pantaloni rossi completamente inzuppati di sangue, ma anche le scarpe, le mani e la felpa bianca che indossava". Solo il sangue freddo di una giovane passante, che ha tamponato le ferite sotto la guida telefonica del 118, ha permesso di stabilizzare l'uomo fino all'arrivo dei soccorsi.

Mentre il maggiore dei fratelli è stato dimesso con una prognosi di venti giorni per le ferite ai glutei e alla schiena, il più giovane resta sotto osservazione all'ospedale dell'Angelo dopo un secondo intervento chirurgico all'addome. La Polizia Scientifica e la Squadra Volanti sono ora al lavoro sui reperti e sulle telecamere di sorveglianza per individuare i responsabili.

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