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Parma, 4 bambini ricoverati dopo aver toccato veleno per topi nel cortile dell’asilo

I bambini sono stati ricoverati all’ospedale Maggiore di Parma per sospetto avvelenamento da topicina: la sostanza era nel giardino dell’asilo.
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Paura in un istituto scolastico di Parma, dove quattro bambini tra i due e i sei anni sono stati ricoverati all’ospedale Maggiore per un sospetto avvelenamento da topicida. L'allarme è scattato nella mattinata di ieri, 4 giugno, quando un'educatrice della struttura – che ospita sia l'asilo nido che la scuola materna – ha notato i piccoli giocare nei pressi di una delle scatole destinate alla derattizzazione posizionate in giardino.

Il dispositivo è risultato danneggiato e aperto, con la conseguente fuoriuscita di alcuni pallini di veleno sul terreno. L'intervento tempestivo della maestra ha evitato il peggio, bloccando i minori prima che potessero entrare in contatto prolungato o ingerire le sostanze. Sul posto sono immediatamente intervenuti i sanitari del 118, allertati dalla stessa dipendente per attivare i protocolli di massima urgenza previsti in questi casi.

Le sostanze impiegate in questo genere di esche contengono infatti potenti anticoagulanti, capaci di provocare gravi emorragie interne anche a fronte di ingestioni minime. Fortunatamente, il monitoraggio clinico non ha evidenziato complicazioni: l'assessora ai servizi educativi, Caterina Bonetti, ha confermato che il direttore del reparto di Pediatria, Icilio Dodi, ha disposto le dimissioni dei piccoli per la giornata di giovedì 5 giugno, dato il costante quadro di totale assenza di sintomi.

Una delle bambine ha riferito di aver soltanto toccato i granuli, mentre nessun altro ha dichiarato di averli ingeriti. Sul caso, sollevato inizialmente dalla Gazzetta di Parma, l'amministrazione comunale ha già avviato un'indagine interna per fare piena luce sulle responsabilità dell'accaduto. Le verifiche si concentreranno sulla ditta incaricata del posizionamento delle esche e sul personale addetto alla manutenzione dell'area verde, per capire come sia stato possibile il danneggiamento del dispositivo, la cui presenza era comunque regolarmente segnalata.

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