Andrea Pirlo spiega come guadagnava i soldi dalla Russia, ma il suo stesso presidente lo smentisce

Andrea Pirlo ha condiviso sui social un messaggio nella notte. Lo ha fatto per smentire le contestazioni e le polemiche che hanno accompagnato la sua nomina a commissario tecnico della Nazionale (bloccata dal presidente federale, Giovanni Malagò) a causa anche della collaborazione con Fonbet, la piattaforma russa di scommesse sportive di cui è testimonial. Ma nel testo del comunicato c'è un punto controverso, che mette in difficoltà la versione proposta dall'ex calciatore: non c'è alcun filo rosso che unisce il suo incarico di tecnico negli Emirati con il ruolo di global ambassador dell'agenzia internazionale di bookmakers.
L'ex centrocampista ha cercato di ridimensionare la portata dell'accordo definendolo "esclusivamente di natura commerciale e sportiva" e legato al "percorso lavorativo negli Emirati Arabi" in quanto allenatore dello United FC Dubai, club che milita nella Serie B emiratina di cui è presidente e proprietario Sergey Lomakin. Il miliardario russo, che secondo Forbes ha un patrimonio stimato in oltre 1.2 miliardi di dollari, è intervenuto pubblicamente per negare che abbia interessi finanziari o qualsiasi rapporto economico con il portale di betting. In buona sostanza, se Pirlo è allenatore della sua squadra lo è solo per questioni sportive e non perché vi sia un collegamento diretto con Fonbet.
La nota dello United FC Dubai smentisce il presunto legame con Fonbet
Il passaggio più significativo arriva direttamente dall'entourage di Sergey Lomakin, che prende posizione in maniera netta. "Il signor Lomakin non ha alcun interesse nella Fonbet. Inoltre, lo United FC Dubai, squadra di calcio di cui Andrea Pirlo è allenatore, non ha alcun legame con Fonbet. Il legame tra il signor Lomakin, lo United FC Dubai e Fonbet non esiste".
Un intervento che tocca uno dei punti più discussi della vicenda e che lo stesso Pirlo aveva lasciato intendere: la partnership con Fonbet poteva essere collegata proprio ai rapporti tra il proprietario del club emiratino e la società russa. La versione fornita dallo United FC Dubai esclude invece qualsiasi intreccio societario o commerciale tra le parti.

Ecco perché se il club e il suo proprietario non hanno alcun rapporto con Fonbet, cade anche lo scenario prefigurato dall'ex calciatore: ovvero che la sua partecipazione alle campagne promozionali fosse riconducibile al suo incarico da allenatore o a eventuali clausole inserite nell'accordo con la società araba. Niente di tutto questo: Pirlo avrebbe preso parte a quelle iniziative esclusivamente a titolo personale.
Pirlo sconfessato dalla nota dell'United FC Dubai
Nella notte Pirlo aveva affidato ai social un lungo messaggio nel quale rispondeva alle polemiche, alle illazioni e alle obiezioni sollevate per aver prestato il volto alla società russa di scommesse. "La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell'ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva".
La nota proveniente dal club saudita sconfessa la versione fornita dall'ex campione del mondo: conferma il carattere personale e commerciale della collaborazione, ma allo stesso tempo chiarisce che essa non sarebbe nata da rapporti tra il club e Fonbet né sarebbe collegata alla proprietà dello United FC Dubai. Quel che è certo, invece, è che Pirlo è testimonial internazionale della piattaforma, lo scorso maggio si è recato a Mosca per partecipare a iniziative promozionali del marchio russo. Circostanze che non sono confutate né dalla nota della società di Lomakin né dalle parole dello stesso allenatore.