La conclusione del processo sulla trattativa tra Stato e mafia si è conclusa oggi con le condanne a Marcello Dell’Utri, Mario Mori, Antonio Subranni, Giuseppe De Donno e il boss Leoluca Bagarella. E la storica sentenza emessa oggi dai giudici di Palermo è stata subito commentata dal mondo della politica e soprattutto dagli esponenti del MoVimento 5 Stelle. Secondo il capo politico pentastellato Luigi Di Maio “con le condanne di oggi muore definitivamente la seconda Repubblica”.

Luigi Di Maio commenta la sentenza su Twitter: “La trattativa Stato-mafia c’è stata. Con le condanne di oggi muore definitivamente la seconda Repubblica. Grazie ai magistrati di Palermo che hanno lavorato per la verità”. A fargli eco anche Alessandro Di Battista, ex deputato del MoVimento e ancora tra gli esponenti di spicco del partito. Di Battista parla di una “sentenza storica” che “dimostra, una volta per tutti, che pezzi delle istituzioni sono scesi a patti con Cosa Nostra”.

Di Battista si concentra soprattutto su alcune figure: “Tra i soggetti contraenti del patto c'è Marcello Dell'Utri (e qualcuno ne chiedeva la scarcerazione) fondatore di Forza Italia e braccio destro di Berlusconi. Ora il Caimano sarà ancora più nervoso”, scrive su Facebook riferendosi al leader di Forza Italia. “Il suo sistema di potere – prosegue – gli sta franando sotto i piedi. Oggi, finalmente e definitivamente, finisce la Seconda Repubblica. I mie personali complimenti e tutta la mia gratitudine alla procura di Palermo”.

A commentare la decisione dei giudici, sempre attraverso i social network, anche Carlo Sibilia, deputato del MoVimento 5 Stelle. “Dell’Utri condannato a 12 anni. Dell'Utri è colui il quale trattava con Cosa Nostra durante il governo Berlusconi. C’è bisogno di altro per spiegare che Berlusconi è una persona che deve sparire dalla scena politica nazionale?”, dice Sibilia riferendosi, probabilmente, anche alle trattative per la formazione del nuovo governo e ai veti del M5s nei confronti di Forza Italia.