Sondaggi, alle elezioni Midterm Dem hanno 89% di possibilità di conquistare la Camera: al Senato partita aperta
Martedì 3 novembre gli americani torneranno alle urne per le elezioni di metà mandato, le cosiddette midterm, e i sondaggi raccontano una situazione che potrebbe cambiare gli equilibri politici di Washington. A essere in gioco non è la permanenza di Donald Trump alla Casa Bianca, ma il controllo del Congresso, l'organo che approva le leggi e può porre dei limiti all'azione del presidente. Gli ultimi sondaggi vedono i Democratici in testa alla Camera, mentre al Senato la partita resta più incerta.
Le midterm non sono da sottovalutare, il loro svolgersi tra due presidenziali dà loro l'occasione di essere un vero e proprio banco di prova per il partito Repubblicano e per il presidente stesso. Saranno gli elettori a decidere se lasciare al presidente la stessa maggioranza parlamentare oppure affidare più potere all'opposizione.
Perché le elezioni Midterm negli USA sono un banco di prova per Trump
Negli Stati Uniti il presidente viene eletto ogni quattro anni, mentre le elezioni di metà mandato si svolgono ogni due. Il 3 novembre si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi del Senato. Si voterà inoltre per eleggere i governatori di 36 Stati.
Camera e Senato formano il Congresso. La Camera viene eletta ogni due anni, mentre il Senato con 100 membri, due per ogni Stato, resta in carica sei anni. Entrambe le assemblee approvano le leggi, ma hanno compiti diversi: il Senato, per esempio, conferma alcune nomine del presidente, mentre la Camera può avviare la procedura di impeachment. Al momento i Repubblicani controllano entrambe le assemblee. Se i Democratici conquistassero anche solo una delle due Camere, Trump resterebbe alla Casa Bianca, ma vedrebbe blindata la propria agenda: senza il controllo del Congresso non potrebbe più approvare la legge di bilancio né finanziare i suoi provvedimenti chiave, trovandosi costretto a governare per decreti o a ricorrere al potere di veto contro le leggi dell'opposizione.
Camera, i Democratici partono in vantaggio: l'89% di probabilità di conquistare la maggioranza
Il dato più netto arriva dalla Camera dei Rappresentanti. Nell'elaborazione realizzata da YouTrend per Sky TG24, del 28 ottobre, i Democratici hanno l'89% di probabilità di conquistarne il controllo, contro l'11% attribuito ai Repubblicani. Le stime raccolgono le valutazioni di sei previsori: 50+1, Decision Desk HQ, Split Ticket, The Economist, The Hill e VoteHub.
Accanto ai sondaggi ci sono anche i mercati predittivi, piattaforme in cui gli utenti comprano e vendono contratti legati a possibili risultati elettorali. Nella rilevazione riportata da YouTrend, le possibilità di una maggioranza democratica alla Camera arrivano al 91,5%, mentre quelle repubblicane si fermano all'8,5%.
Secondo la mappa elaborata da YouTrend sulla base delle valutazioni del Cook Political Report, sono 22 i collegi che potrebbero risultare decisivi. Tra gli Stati da seguire ci sono Florida, Ohio e Texas, ma anche California, New York e Michigan. Sebbene non tutti questi collegi siano ugualmente contendibili, ma il loro esito potrà contribuire a spostare la maggioranza da una parte all'altra.
Per i Democratici, quindi, l'obiettivo è conquistare un numero sufficiente di collegi oggi rappresentati da Repubblicani. Per Trump, invece, perdere la Camera significherebbe affrontare gli ultimi due anni del mandato con un'opposizione dotata di maggiori strumenti per indagare sull'operato dell'amministrazione e condizionare il dibattito politico.
Senato, la partita è più complicata: ai Democratici servono quattro seggi
Al Senato il quadro è meno netto. Attualmente i Repubblicani hanno 53 seggi e i Democratici 47, considerando nel gruppo democratico anche i due senatori indipendenti che votano con loro. Per ottenere il controllo, i Democratici devono arrivare a 51 seggi: un pareggio di 50 a 50 non sarebbe sufficiente, perché il voto decisivo spetterebbe al vicepresidente JD Vance, repubblicano.
Le previsioni di YouTrend attribuiscono ai Democratici il 61% di probabilità di ottenere la maggioranza del Senato, contro il 39% dei Repubblicani. I mercati predittivi sono leggermente più ottimisti per l'opposizione: la stima riportata al 28 ottobre è del 66,5% per i Democratici e del 33,5% per i Repubblicani. La distanza rispetto alla Camera è significativa, il risultato dipenderà da una manciata di competizioni nei singoli Stati. YouTrend individua sette seggi in bilico: cinque attualmente repubblicani, in Maine, Ohio, Alaska, Iowa e Texas, e due democratici, in Michigan e New Hampshire.
In Ohio, per esempio, si sfidano il Repubblicano Jon Husted e il Democratico Sherrod Brown; in Maine la Repubblicana Susan Collins affronta il Democratico Troy Jackson; in Texas la competizione è tra Ken Paxton, Repubblicano, e James Talarico, Democratico.
Che cosa dicono i sondaggi negli Stati in bilico
In Texas, la media di sette sondaggi raccolta da 270toWin vede il democratico James Talarico al 49,6% e il repubblicano Ken Paxton al 46,7%. In Iowa, invece, la media di cinque rilevazioni dà alla repubblicana Ashley Hinson il 45,8% e al democratico Josh Turek il 45%. In Ohio, un sondaggio di Echelon Insights pubblicato il 27 ottobre vede i due candidati, Sherrod Brown e Jon Husted, entrambi al 47%.
Sono numeri che mostrano quanto possa essere incerta la partita in alcuni Stati. I risultati cambiano da una rilevazione all'altra, e bisogna tenere conto anche del margine di errore. In una competizione così combattuta, anche pochi voti possono fare la differenza.
Trump al 32% di approvazione: il costo della vita pesa sulla campagna
Nel sondaggio Reuters/Ipsos, l'approvazione per l'operato di Trump si è attestata al 32%. Tra i temi che pesano sulla campagna c'è soprattutto il costo della vita. Il 73% degli intervistati ha detto che la situazione relativa alle spese quotidiane sta andando nella direzione sbagliata. Sul modo di gestire l'economia, il 37% ha dichiarato di fidarsi maggiormente dei Democratici, contro il 33% che preferisce i Repubblicani.