Elezioni Midterm 2026

Il discorso di Trump all’Onu: “Con l’Iran accordo dopo le elezioni di Midterm o li trascino all’inferno”

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Il discorso di Trump al Palazzo di Vetro dell'Onu
Trump parla all’Assemblea generale dell’Onu e rivendica la forza degli Stati Uniti: “L’America è tornata, non siamo mai stati così forti”. Poi attacca Iran e Cuba, minaccia Teheran e accusa il regime di aver violato la tregua: “Intesa o li spedisco all’inferno? Credo faremo un accordo dopo le Midterm”. La delegazione cubana lascia l’aula dopo le parole del presidente americano.

"L'America è tornata. Non siamo mai stati così forti e il nostro futuro è luminosissimo". Donald Trump ha aperto così il suo intervento davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, rivendicando i risultati ottenuti dalla sua amministrazione sul piano economico, militare e della sicurezza.

"Nel 250esimo anniversario dalla Dichiarazione d'Indipendenza, sono orgoglioso di annunciarvi che gli Stati Uniti sono tornati. Non siamo mai stati così forti, e il nostro futuro è luminosissimo", ha detto Trump, sostenendo che "due anni fa il nostro Paese era morto" e che oggi gli Stati Uniti sono "quello più di moda al mondo".

Trump: "La nostra economia è l'invidia del mondo"

Il presidente americano ha elencato quelli che considera i principali risultati della sua amministrazione, dall'economia agli investimenti, dall'occupazione alla sicurezza dei confini e al rafforzamento delle forze armate. "La nostra economia è l'invidia del mondo. Le nostre forze armate sono le più potenti della Terra. La nostra tecnologia non è seconda a nessuno e siamo leader praticamente in ogni campo", ha affermato.

"Abbiamo ereditato problemi vecchi decenni, abbiamo agito con decisione e risolto questioni che ci hanno afflitto per diverso tempo", ha detto ancora Trump. "Mentre altri parlavano, io ho agito. Mentre altri parlavano di pace, io l'ho realizzata. Mentre altri ignoravano le minacce, io le ho affrontate".

Trump ha poi citato la situazione di Washington, sostenendo che la criminalità sia diminuita dell'87% dal suo insediamento. "Quando sono arrivato a Washington D.C. il 20 gennaio dello scorso anno, la città era infestata dalla criminalità, e ora la criminalità è diminuita dell'87%, e puntiamo al 100%". Il presidente ha aggiunto che il turismo nella capitale è fiorente, con "i ristoranti pieni" e una popolazione "orgogliosa come mai prima d'ora".

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Il presidente USA rivendica la fine della guerra a Gaza

Nel suo intervento Trump ha rivendicato anche di aver contribuito a far cessare la guerra a Gaza, collegando il risultato al ritorno degli ostaggi. "Stiamo risolvendo decenni di questioni in sospeso", ha detto. Tra i risultati attribuiti alla sua amministrazione ha quindi citato la fine della guerra a Gaza "con il ritorno degli ostaggi".

Il presidente americano ha poi spostato il discorso sulla minaccia rappresentata dall'Iran, sostenendo che Teheran abbia continuato a sviluppare un vasto arsenale missilistico. "Hanno anche costruito un missile che era in grado di colpire direttamente l'Europa, spero che l'Ue ne sia consapevole", ha affermato.

Contro l'Iran: "Non sono più i bulli del Medio Oriente"

Ampio spazio del discorso è stato dedicato all'Iran. "Per 51 anni, il fanatico regime iraniano ha governato attraverso spargimenti di sangue e massacri, seminando morte, carneficina e caos in tutto il Medio Oriente e oltre; agivano da bulli in Medio Oriente, ma non lo sono più", ha detto Trump.

Il presidente americano ha ribadito di non voler permettere a Teheran di dotarsi di armi nucleari. "Appena insediatomi l'anno scorso, ho immediatamente avviato negoziati con l'Iran, offrendo piena cooperazione economica in cambio della cessazione del programma nucleare e del sostegno al terrorismo, ma hanno rifiutato. Hanno rifiutato categoricamente. È stato un grave errore", ha affermato.

Trump ha quindi rivendicato l'operazione militare "Midnight Hammer": "Le forze armate statunitensi hanno annientato il loro programma nucleare, seppellendolo sotto montagne di macerie". E ha rivolto nuovamente un appello a Teheran: "Ancora una volta, esorto l'Iran a raggiungere un accordo".

Trump ha quindi prospettato due alternative per Teheran: un accordo con Washington oppure un nuovo ricorso alla forza. "Sono di fronte a una decisione: faccio un'intesa con Teheran e permetto loro di ricostruire il loro Paese o li annichilisci una volta per tutte trascinandoli all'inferno senza alcuna speranza", ha detto, secondo gli estratti del discorso. Trump si è detto convinto che l'Iran raggiungerà un accordo dopo le elezioni di midterm. "L'Iran sta aspettando di vedere come andrò alle elezioni, ma non si rendono conto che io non sono candidato io in persona. Quindi rimarrò al mio posto per altri due anni e mezzo, e il risultato non intaccherà la mia postura verso l'Iran". Poi ha ribadito: "L'unica cosa che mi interessa in merito a Teheran è che non abbia mai l'arma nucleare".

Il presidente americano ha poi richiamato gli attacchi dell'11 settembre e quelli del 7 ottobre in Israele per descrivere la minaccia iraniana. "In America abbiamo appena commemorato il 25esimo anniversario del peggior attacco terroristico della storia, quello dell'11 settembre, che ha causato la morte di 3.000 persone a poche miglia da qui", ha detto. "Tra due settimane ricorderemo il terzo anniversario dell'attacco del 7 ottobre in Israele", durante il quale, secondo Trump, "terroristi finanziati dall'Iran hanno torturato, mutilato e ucciso 1.200 civili innocenti".

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Trump ha quindi accusato il regime iraniano di aver ucciso oltre 72mila persone quest'anno durante le proteste. "Immaginate se un regime così ignobile avesse mai la possibilità di sferrare attacchi terroristici su larga scala protetto da uno scudo nucleare", ha detto. "Questa era la realtà che dovevamo affrontare: una realtà che fin troppi hanno preferito ignorare".

L'attacco a Cuba, e la delegazione lascia l'aula

Dall'Iran Trump è passato a Cuba, con un attacco diretto al governo dell'Avana. "Cuba è uno Stato fallito e cadrà", ha dichiarato il presidente americano nel corso del suo intervento.

Le parole di Trump hanno provocato la reazione della delegazione cubana presente in aula. I rappresentanti della missione di Cuba alle Nazioni Unite si sono alzati e hanno lasciato la loro postazione in segno di protesta, allontanandosi dall'aula dell'Assemblea generale mentre il presidente americano proseguiva il suo discorso.

La settimana dei grandi leader all'Onu

Il discorso arriva nella prima giornata della settimana di alto livello dell'81esima sessione dell'Assemblea generale dell'Onu, che riunisce a New York i leader dei 193 Stati membri. Il tema della sessione è "Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: un'Organizzazione delle Nazioni Unite che offra risultati per tutti".

Domani sono attesi, tra gli altri, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e quello iraniano Masoud Pezeshkian. Giovedì sarà invece la volta del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e del presidente palestinese Mahmoud Abbas.

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