Elezioni Midterm 2026

Elezioni Midterm USA 2026, risultati e mappa del voto: dove hanno vinto i democratici e i repubblicani

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L’onda blu travolge Washington: i democratici hanno conquistato la maggioranza sia alla Camera che al Senato. L’opposizione ha vinto anche in Stati tradizionalmente conservatori, che alle presidenziali del 2024 avevano premiato Donald Trump, come il Texas, il Kansas o il South Carolina. Cresce il consenso dei dem tra i giovani, gli ispanici e gli afroamericani.

"Prendetevi un avvocato". Il deputato dem Robert Garcia minaccia la Casa bianca, si rivolge a Trump e ai suoi uomini, anticipa che cosa farà il Congresso nei prossimi due anni, gli ultimi prima delle prossime presidenziali: indagare sul comandante in capo e, tra le altre cose, sui conflitti d'interessi della famiglia al potere.

Infatti i democratici hanno vinto di misura le midterm 2026, ottenendo la maggioranza in entrambi i rami del parlamento: il Grand Old Party ha perso almeno sette seggi al Senato e 30 alla Camera. L'opposizione ha prevalso anche in Stati storicamente conservatori come il Texas, l'Iowa e il Kansas, dove Trump aveva trionfato alle elezioni del 2024. Ora per il tycoon sarà molto più complicato promuovere l'agenda Maga, e un Congresso blu potrà formare commissioni d'inchiesta per investigare sulla corruzione dell'amministrazione.

Come funzionano le Midterm e quanti seggi hanno conquistato i democratici

La democrazia americana prevede un calendario molto fitto di appuntamenti elettorali: si vota a cadenza biennale. Ogni quattro anni si tengono le presidenziali, in occasione delle quali vengono eletti anche tutti i 435 deputati della Camera, che hanno un mandato di due anni, e circa un terzo dei 100 senatori, che restano in carica per sei. A metà del mandato del presidente invece si svolgono le Midterm, in cui gli americani tornano a eleggere tutti i deputati e un altro terzo dei senatori. Quest'anno erano in palio 35 seggi al Senato, di cui due assegnati attraverso elezioni suppletive.

Prima del voto del 2026, il Gop controllava entrambi i rami del Congresso: al Senato avevano 53 seggi, contro i 47 dell'opposizione (45 dem, 2 indipendenti contro Trump). Alla Camera i repubblicani contavano 218 seggi, mentre i dem 214 (più un indipendente e due posti vacanti). Dei 35 scranni in palio alle midterm 2026, 22 erano in mano ai trumpiani e 13 ai dem: ciò significa che il Gop doveva difenderne di più, e tradizionalmente il partito del presidente viene punito nelle urne. Però è altrettanto vero che la maggior parte si trovano in Stati che avevano votato per Trump nel 2024. Per ottenere la maggioranza i democratici avrebbero dovuto strappare ai repubblicani almeno quattro seggi, vincendo in territori dove, storicamente, hanno sempre raccolto risultati modesti.

Ed è proprio ciò che è successo: l'opposizione ha già raggiunto quota 54 seggi al Senato, mentre i repubblicani si sono fermati a 44. Restano da assegnare solo Alaska e Mississippi: nella peggiore delle ipotesi, il partito di governo avrebbe perso nove scranni. Alla Camera i dem hanno preso 240 seggi, contro i 147 dei repubblicani. 48 devono ancora essere assegnati, ma per controllare questo ramo del Congresso ne bastano 218, quindi per i trumpiani non c'è modo di ribaltare il risultato. Ora il partito democratico potrà bloccare i provvedimenti legislativi del presidente, far saltare le nomine che richiedono l'approvazione del Senato e avviare indagini parlamentari sull'amministrazione.

Dove hanno vinto i democratici al Senato: dal Texas al Kansas

Prima delle elezioni il Cook Political Report – un centro di analisi elettorale americano – aveva individuato sei seggi controllati da repubblicani in bilico, in Stati dove l'esito sarebbe stato più difficile da prevedere: Alaska, Iowa, Kansas, Maine, Ohio e Texas. In cinque di questi i dem hanno già vinto, mentre in Alaska non c'è ancora un risultato definitivo.

In Texas, una roccaforte repubblicana, i democratici non vincevano dal 1988 e nel 2024 Trump aveva preso il 56%, contro il 42% di Kamala Harris. James Talarico (dem) ha sconfitto Ken Paxton, superando il 55% dei consensi. Il Kansas non eleggeva un senatore democratico dal 1932. Alle midterm di quest'anno Adam Hamilton ha battuto Roger Marshall con il 50,9% dei voti; anche in questo caso, nel 2024 Trump aveva vinto con un margine molto ampio.

L'opposizione ha strappato ai trumpiani l'Iowa, il Maine, l'Ohio e il South Carolina, un altro bastione dei conservatori che i dem sono riusciti ad espugnare (l'ultima vittoria risaliva al 1988). Il North Carolina invece è uno "swing state": uno Stato in cui entrambi i partiti hanno l'opportunità di vincere e il risultato cambia più frequentemente da un'elezione all'altra. L'ex governatore democratico Roy Cooper ha sconfitto il repubblicano Michael Whatley con il 58,7% dei voti, contro il 39,1%. Questo seggio torna ai democratici per la prima volta dal 2008.

I progressisti sono riusciti anche a difendere i propri seggi in Georgia e Michigan, altri due Stati in bilico che Trump aveva conquistato alle presidenziali del 2024. Nel secondo ha vinto il socialdemocratico Abdul El-Sayed, con il 52,5% dei voti, contro il 45,5% del repubblicano Mike Rogers.

I risultati alla Camera: i democratici vincono anche nei collegi repubblicani

I repubblicani controllavano il quinto collegio dell'Indiana da oltre trent'anni: il democratico J.D. Ford ha sconfitto la deputata uscente Victoria Spartz con il 51,7% dei voti contro il 48,3%. Alle presidenziali del 2024 Trump aveva vinto nello stesso territorio con quasi 17 punti percentuali di vantaggio. Una situazione simile si è verificata nel secondo collegio del Missouri, dove il democratico Fred Wellman ha sconfitto la repubblicana Ann Wagner, riconfermata ininterrottamente dal 2012.

I democratici hanno conquistato anche collegi in Iowa, Pennsylvania e lungo il confine tra Texas e Messico. E sono riusciti a difendere seggi in territori favorevoli ai repubblicani. È il caso del nono collegio dell'Ohio, dove la democratica Marcy Kaptur, eletta alla Camera per la prima volta nel 1982, ha ottenuto un nuovo mandato con oltre il 52% dei voti.

Complessivamente, il partito democratico ha già strappato ai repubblicani 30 collegi della Camera, assicurandosi una maggioranza che potrebbe crescere con l'assegnazione degli ultimi seggi.

I democratici conquistano anche i governatori: le vittorie in Texas e Georgia

Alle Midterm si votava anche per eleggere 36 governatori su 50. Prima delle elezioni, i repubblicani governavano 26 Stati, contro i 24 dem. Queste elezioni hanno ribaltato il quadro: i democratici si sono già assicurati almeno 28 governatorati, riconquistando la maggioranza nazionale per la prima volta dal 2010. Però restano ancora alcune gare da assegnare.

In Texas la democratica Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore trumpiano uscente Greg Abbott, riportando i progressisti alla guida dello Stato dopo oltre trent'anni, e in Georgia, dove Keisha Lance Bottoms è diventata la prima donna afroamericana eletta governatrice negli Stati Uniti. I democratici hanno sottratto ai repubblicani anche i governatorati di Iowa, Ohio e Nevada.

Il risultato rafforza il peso politico dei democratici anche fuori da Washington. Infatti i governatori possono contestare in tribunale alcune decisioni dell'amministrazione federale e incidere sull'organizzazione delle elezioni nei rispettivi Stati, anche in vista delle presidenziali del 2028.

Chi ha votato democratico: giovani, ispanici e famiglie con redditi più bassi

Secondo l'AP Voter Poll, un'indagine condotta su oltre 100mila elettori americani, circa sette giovani sotto i trent'anni su dieci hanno votato per un candidato democratico alla Camera, mentre alle presidenziali del 2024 le indagini avevano registrano una distribuzione più equa e trasversale tra i due partiti.

Nel 2024 Trump aveva aumentato il suo consenso tra gli elettori ispanici (americani di origine latinoamericana); a queste elezioni circa sei su dieci hanno premiato l'opposizione. Ad esempio, nella contea di Starr (Texas), dove quasi tutti gli abitanti sono ispanici o latini, alle presidenziali il tycoon aveva ottenuto il 58%. Solo due anni dopo il candidato democratico al Senato James Talarico ha raggiunto il 77%.

I democratici hanno recuperato terreno anche tra gli elettori afroamericani, in particolare tra gli uomini, e tra le famiglie con redditi inferiori ai 50mila dollari annui. In quest'ultimo gruppo, che nel 2024 si era diviso quasi equamente tra Trump e Harris, la maggioranza ha votato per i candidati democratici alla Camera. L'indagine mostra inoltre un aumento del consenso democratico tra gli elettori che si definiscono moderati e nelle aree urbane. Tra i temi che hanno inciso di più sulle scelte di voto ci sono il carovita, la guerra con l'Iran e e la richiesta di maggiori controlli sull'operato del presidente.

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