Il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti, in vista della verifica di governo di questa sera – la prima con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede come capo delegazione del M5s al posto di Luigi Di Maio – è tornato sul memorandum Italia-Libia sul contenimento dei flussi migratori, che verrà automaticamente rinnovato per altri tre anni dal prossimo 2 febbraio: "Il memorandum sulla Libia non è uguale a quello del passato", ha detto nel corso della trasmissione Agorà, su Rai Tre. "Il confronto è aperto – ha aggiunto – gli accordi verranno cambiati, certo. Ma è materia di governo".

Zingaretti ha rilanciato anche il tema della modifica dei decreti Salvini, considerato un obiettivo dell'esecutivo giallo-rosso: "Dobbiamo costruire delle politiche sull'immigrazione e dobbiamo farlo in fretta. Io nella mia regione non ho fatto chiudere gli Sprar, abbiamo bisogno di una rete di accoglienza, quelli di Salvini non erano decreti sicurezza ma ‘decreti propaganda' e ‘paura'. Noi vogliamo fare dei nuovi decreti per la sicurezza urbana, che vuol dire accoglienza, pulizia delle strade, illuminazione, periferie. Io voglio ribellarmi alla subalternità perché quei decreti con la sicurezza non c'entrano niente, serve un'altra strategia per la sicurezza".

Noi dobbiamo "ricostruire una strategia dell'integrazione e del controllo delle frontiere anche con l'Ue", ha aggiunto ribadendo che "è una favola priva di fondamento" quella della destra sulla sicurezza perché "nella manovra finanziaria questo governo ha dovuto pagare gli straordinari alle forze di polizia che loro non avevano pagato. La lotta agli spacciatori non si fa andando a citofonare ma lottando contro il grande traffico".

Lamorgese: "Presto modifiche ai decreti Sicurezza"

La titolare del Viminale, Luciana Lamorgese, ha assicurato che le modifiche normative per superare i decreti sicurezza dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini arriveranno a stretto giro: "Noi siamo pronti. Verranno discusse in Consiglio dei ministri, credo la prossima settimana, appena ci sarà la disponibilità di tempo". 

La situazione in Libia preoccupa anche la ministra dell'Interno: "Sono in contatto anche con il ministero dell'interno libico per comprendere la situazione che sicuramente è di instabilità e questo determina un aumento dei flussi migratori". La titolare del Viminale è intervenuta anche sul caso della nave Open Arms, con 282 migranti a bordo: "Non parlerei di nave bloccata in mare perché le navi navigano verso un porto sicuro e al momento non abbiamo ancora provveduto perché mi pare non ci sia stata una richiesta di porto". Ha risposto poi alle accuse che sono state rivolte al governo da parte di Salvini per il caso della Ocean Viking: "Come ho detto per lui, lo dico anche per me: ritengo che nessuno si debba mai sottrarre alle proprie responsabilità, quindi semmai ci sarà una denuncia si vedranno le responsabilità".